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Domenica, 22 Maggio 2022
Cronaca Licata

Ergastolano ucciso davanti casa, slitta la sentenza di appello

In primo grado il 61enne Orazio Angelo Cavallaro è stato condannato al carcere a vita: il pg, all'udienza precedente, aveva chiesto la conferma del verdetto

Slitta, per un legittimo impedimento dell'avvocato Graziano Magliarisi, la sentenza di appello del processo a carico di Orazio Rosario Cavallaro, 61 anni, il pregiudicato di Ravanusa finito in carcere il 2 ottobre del 2018 con l’accusa di essere il killer che ha ucciso, sei mesi prima, il giorno di Pasquetta, il coetaneo Angelo Carità, di Licata, a sua volta condannato al carcere a vita in primo grado, per omicidio, ma libero per decorrenza dei termini.

Il difensore dell'imputato aveva già concluso all'udienza precedente insieme al sostituto procuratore generale Sergio Barbiera che aveva chiesto la conferma del verdetto e ai difensori di parte civile Antonino Gaziano, Vincenza Gaziano e Salvatore Manganello. La camera di consiglio e il verdetto slittano al 4 marzo.

Cavallaro, secondo il magistrato della pubblica accusa, ha messo a segno il delitto che sembrerebbe collegato all’omicidio commesso a sua volta da Carità ovvero quello di Giovanni Brunetto. 

A inchiodarlo furono le immagini di videosorveglianza di un negozio che immortalarono la scena a distanza e le tracce di sangue sul suo giubbotto. 

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