Giro di squillo e droga in un locale notturno, quattro condanne e due assoluzioni

Per un settimo imputato è scattata la prescrizione: il night Antheo sarebbe stato il punto di ritrovo di decine di clienti delle prostitute

Il locale notturno “Antheo”, secondo quanto ha accertato il processo, sarebbe stato il punto di ritrovo per le prostitute di Licata e la clientela che spesso accompagnava le prestazioni sessuali con cocaina e altre droghe. Oltre dieci anni dopo l’operazione, è arrivata la sentenza di primo grado: quattro condanne e due assoluzioni. Per il settimo imputato la prescrizione ha reso i reati non punibili ed è stato disposto il non doversi procedere. Questo il verdetto del collegio di giudici della seconda sezione penale presieduta da Giuseppe Miceli con a latere Antonio Genna e Vincenzo Ricotta.

A gestire il giro sarebbe stato l’”esperto“ Mario Zirafi, 46 anni, di Licata, che avrebbe organizzato tutto nei dettagli. “Era lui – ha sottolineato il pubblico ministero Chiara Bisso durante la requisitoria – a concordare, prezzi e modalità operative delle prestazioni sessuali delle ragazze. Alle squillo imponeva pure come vestirsi e come comportarsi per apparire più interessanti per i clienti, in cambio pretendeva una parte dei compensi”. Otto anni di reclusione e 30 mila euro di multa è la pena inflitta dai giudici. Il pm aveva chiesto la condanna a tredici anni di reclusione e 90 mila euro di multa. Gli imputati del dibattimento, dopo che altri tre hanno scelto strategie processuali diverse, erano sette. Si tratta di Mario Zirafi, 46 anni, di Licata; Elisabetta Agata Adorna, 46 anni, di Catania; Antonio Boccadoro, 46 anni, di Misterbianco; Michelangelo Saporito, 49 anni, di Caltanissetta, Gicu Radu, 38 anni, originario della Romania ma residente a Licata, Paolo Di Pietro e Salvatore Spiteri, 36 anni, di Licata. Tre anni di reclusione e 3 mila euro di multa, inoltre, sono stati inflitti ad Adorna: il pm aveva chiesto la condanna a 10 anni. Stessa pena Saporito (7 anni era la richiesta del pm) e per Gicu (5 anni).

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Non doversi procedere, per avvenuta prescrizione del reato, per Spiteri: i giudici, come chiesto pure dal pm, hanno riqualificato il reato di detenzione ai fini di spaccio nell’ipotesi di “lieve entità” con la conseguenza che, essendo punito con una pena molto più lieve, è maturata la prescrizione. Assoluzione “perché il fatto non sussiste” per Di Pietro (per un capo è scattata la prescrizione) e Boccadoro. I giudici, dopo le arringhe dei difensori (facevano parte del collegio, fra gli altri, gli avvocati Davide Casà, Giuseppe Glicerio e Angelo Trigona), oggi si sono ritirati in camera di consiglio e nel pomeriggio hanno emesso il verdetto. 

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