"Migranti torturati e picchiati fino alla morte", processo agli sgoccioli

Tre gli imputati, chiusa l'istruttoria dibattimentale: spazio alla requisitoria del pm

Migranti sequestrati, picchiati e torturati fino alla morte. I più fortunati riuscivano ad arrivare con gravi ferite o menomazioni. Una di loro, 25 anni e un volto pieno di sofferenze e tumefazioni, è stata ascoltata ieri mattina al processo, in corso davanti alla Corte di assise presieduta da Wilma Angela Mazzara con a latere Giuseppe Miceli, e ha riconosciuto i tre imputati dentro la cella dell’aula 16 del tribunale. Il processo è arrivato agli sgoccioli. Il 7 novembre è in programma la requisitoria del pm per i nigeriani Godwin Nnodum, 43 anni, Bright Oghiator, 30 anni e Goodness Uzor, 26 anni.

Gli imputati sono stati sottoposti a fermo dalla squadra mobile il 10 maggio di due anni fa. L’indagine, durata poche settimane, ha accertato una tratta di migranti che sarebbero stati sequestrati, torturati e violentati in una prigione libica: da lì non si sarebbero mossi fino a quando amici o familiari non avrebbero pagato il riscatto della liberazione. A quel punto veniva organizzato, sostiene l’accusa, il viaggio in barcone per Lampedusa. Uno dei migranti sarebbe stato morto per le conseguenze delle percosse. 

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Dopo la requisitoria del pm, toccherà alle arringhe di parte civile (alcune vittime si sono costituite con l'assistenza dell'avvocato Daniela Cipoll) mentre il 15 novembre sono in programma gli interventi della difesa. 

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