Un pizzaiolo agrigentino a Madonna di Campiglio, Alessio Lo Bello: "Quanti sacrifici..."

Giovane e con tanta voglia di migliorarsi. Il nostro volto della settimana ha 22 anni ma lavora da tanto tempo

Alessio Lo Bello

Sei un imprenditore, uno studente, un pizzaiolo o anche un "cervello" in fuga?  Abbiamo deciso di dare voce agli agrigentini fuori sede. Le loro esperienze, i loro racconti e le loro storie possono essere da esempio per chi ha voglia di tornare o anche di restare. Dedicheremo uno spazio settimanale, un focus che serva a raccontare le vite ormai lontane dall’ombra della Valle dei Templi. Un microfono aperto a tutti, una volta a settimana. Se un agrigentino fuori sede? Raccontati ad AgrigentoNotizie. 

Dentro le scarpe che ti portano lontano da Agrigento metti coraggio, ma anche tanta umiltà. Proprio come ha fatto Alessio, il nostro 22enne e nuovo volto della settimana. Quando sei lontano dalla tua terra i chilometri sono facce, ovvero uno spazio temporale tra ciò che hai e ciò che ti manca. Nella bilancia di un agrigentino fuori sede si pesa tutto, la mancanza ma anche l’ambizione. Qualcosa o qualcuno prevale sempre di più tanto da dover scegliere.  A volte lo si deve fare anche in fretta. Alessio lavora da quando aveva appena 13 anni. Le sue mani sono arte ed il risultato è un bene di primissima necessità, come il pane. Alessio, oggi, è un pizzaiolo e lavora lontano dalla sua terra. Ecco la stori del 22enne agrigentino.

Ciao Alessio, raccontaci la tua storia

"Sono Alessio Lo Bello uno dei tanti ragazzi agrigentini fuori sede. Ho 22 anni e come professione svolgo il mestiere del pizzaiolo. Avevo 13 anni quando ho iniziato a fare il panettiere insieme a mio padre. All'età di 18 anni decisi di andar via da Agrigento e cercare fortuna a Torino. All'inizio non fu semplice, ero ospite di alcuni miei amici, loro erano degli studenti. Trovai lavoro in un panificio, lavoravo 14 ore al giorno con un mensile di 1000 euro al mese ma questo non mi fece scoraggiare. Trovai un posto come panettiere in una nota catena di distribuzione a Torino presso Auchan, ma purtroppo capitò un altro imprevisto. Ricordo bene quel periodo, ebbi un incidente con il mio scooter e mi provocai una frattura a tibia e perone. Mi ripresi dopo un pò. Mi alzavo alle 7 del mattima e tempestavo di curriculum tutti quanti, passò un mese ma nessuno mi chiamò. Decisi andare in Francia, precisamente a Lione. Mi sono trovato benissimo, ma l'Italia mi mancava troppo.
Un giorno mi chiamarono in prova in una delle pizzerie  più quotate di Torino in pieno centro precisamente in piazza Vittorio Veneto e da lì presi subito il giro divenendo il secondo pizzaiolo a soli 21 anni, in un locale molto grande. Adesso, dopo qualche tempo, ho deciso di lasciare Torino per provare una nuova e bellissima esperienza. Attualmente mi trovo in Trentino Alto Adige precisamente a Madonna di Campiglio. Lavoro in una rinomata pizzeria del borgo Montanaro".

- Ti manca la tua città?

"Mi manca da morire. Mi manca la mia gente, la mia famiglia ma non mi pento della scelta che ho fatto. La mia infanzia ad Agrigento è stata bellissima.  Mi ha insegnato molto, ad esempio adeguarmi in qualsiasi situazione. Agrigento farà sempre parte di me. Io mi sento il vero rappresentante degli agrigentini che hanno voglia di rimboccarsi le maniche".

- Perchè hai deciso di lasciare Agrigento?

"Ho deciso di lasciare Agrigento pe un motivo semplice, non esiste un insegnamento vero per il mio lavoro. Non c'è traccia". 

- Che consiglio ti senti di darei ai giovani agrigentini?

"Devono studiare, ma anche imparare un mestiere. Non devono mai sentirsi mediocri, ma soprattutto non devono mollare mai. Bisogna insistere e mai arrendersi". 

- In cosa dovrebbe migliorare Agrigento? 

"Dovrebbe cambiare un po' mentalità. Per migliorarsi bisogna essere pronti al confronto. E' brutto dirlo, ma Agrigento è una città per pochi. Una cosa è sicura, bisogna ripartie dal lavoro. Bisogna eliminare la mentalità dello 'sfruttamento', nel 2019 esiste ancora". 

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- Sogno di tornare?

"È normalissimo che sogno di tornare. Magari è un sogno che tutto possa cambiare in meglio".
 

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