Inchiesta "Sorella Sanità", Manganaro collabora e convince i pm

Il manager faccendiere di Canicattì sembrerebbe avere convinto i pubblici ministeri

E’ tra i principali volti dell’inchiesta “Sorella Sanità”. Lui è Salvatore Mangaro, canicattinese e manager faccendiere ha “demolito” un collaudato sistema di corruzione. Secondo quanto fatto sapere dall’edizione odierna de La Sicilia, i verbali che segnano il percorso giudiziario sono due. Mangaro, questa volta, avrebbe convinto i Pm. Lo scorso 15 ottobre sono state sequestrate le quote societarie, tutte riconducibili all’effettiva disponibilità di Manganaro anche se intestate a soggetti giuridici diversi.

Magano, dunque, dopo l’arresto - avvenuto il maggio scorso - aveva deciso di collaborare. Ma le sue dichiarazioni, non convinsero del tutto i pubblici ministeri. Oggi, dopo un breve periodo di riflessione, tutto sembrerebbe essere cambiato. L’attività di sequestro ha coinvolto anche e soprattutto l’imprenditore Vincenzo Li Calzi, imprenditore e prestanome di Mangaro. Da adesso si farà fede ai nuovi verbali.

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