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Giro di squillo assoldate dalla Romania, parte l'udienza preliminare bis dell'inchiesta "Dolce vita"

Alcune posizioni sono state separate per difficoltà nell'eseguire le notifiche ma il procedimento non decolla

Squillo assoldate dalla Romania e fatte prostituire nel locale "Dolce vita", lungo la strada industriale: tredici anni dopo l’operazione, con il fascicolo rimasto in ghiaccio per due lustri, la vicenda approda in aula per l’udienza preliminare bis che, peraltro, slitta ancora perchè il riordino dei ruoli delle udienze, reso necessario dall'emergenza Coronavirus, ieri mattina non ne ha consentito la trattazione.

Il pubblico ministero Elenia Manno ha chiesto il rinvio a giudizio di sette persone, quasi tutte all’epoca furono destinatarie di una misura cautelare. Si tratta di Elena Acujboaei, 41 anni; Maria Balan, 66 anni; Alis Ana Acujboaei, 41 anni; Robert Florin Tesoi, 35 anni; Neculai Zavache, 38 anni, Vasile Sorin Chiriac, 49 anni; tutti rumeni e Giovanni Corvaia, 42 anni, nato Agrigento e residente in Germania.

La vicenda, nei mesi scorsi, è approdata in aula col rinvio a giudizio di alcuni imputati ma sono state stralciate diverse posizioni per la difficoltà nel notificare gli avvisi del procedimento agli imputati che, nel frattempo, sono tornati in Romania o sono andati a risiedere all'estero. Per questo si è deciso di procedere con gli altri e fare un secondo tentativo che non risulterà semplice perché tre imputati (Balan, Tesoi e Zavache) sono tuttora irreperibili. In ogni caso l’udienza preliminare è stata fissata, davanti al gup Luisa Turco, ed era in programma per ieri. Sono accusati di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina ed esercizio della prostituzione.

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