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L'intervento / Canicattì

Brucia la Bmw X3 di un operaio, cause non chiare: aperta inchiesta

Dell’attività investigativa si stanno occupando, dopo essere intervenuti sul posto, i carabinieri dell’aliquota Radiomobile

Brucia una Bmw X3, di proprietà di una pensionata, utilizzata da un operaio quarantaduenne. Notte di fuoco, quella fra mercoledì e ieri, in via Giovanni Pascoli a Canicattì. Le fiamme, domate grazie al tempestivo, anzi fulmineo, intervento dell’operaio, hanno danneggiato soltanto la parte anteriore sinistra della Bmw e non si sono estese. Dell’attività investigativa si stanno occupando, dopo essere intervenuti sul posto, i carabinieri dell’aliquota Radiomobile della compagnia di Canicattì. I militari dell’Arma hanno già, praticamente nottetempo, avvisato il sostituto procuratore di turno che coordinerà l’inchiesta sull’ennesimo fatto di fuoco che si registra nella città dell’uva Italia. Le cause del rogo, almeno fino alla tarda mattinata di ieri, non erano chiare. Servirà del tempo, e servirà che le indagini progrediscano, per fare chiarezza su cosa effettivamente abbia innescato la scintilla iniziale.

Erano le 3,30 circa quando i carabinieri dell’aliquota Radiomobile intervenivano in via Giovanni Pascoli. Le fiamme, divampate alla Bmw X3, erano state appena domate dal quarantaduenne operaio, utilizzatore della vettura che è intestata ad una pensionata settantenne. I carabinieri – come procedura investigativa impone – hanno effettuato il cosiddetto sopralluogo di rito per cercare di ritrovare, qualora presenti, tracce di liquido infiammabile, taniche sospette e inneschi vari. Niente di tutto questo è stato rinvenuto e pertanto, almeno fino alla tarda mattinata di ieri, le cause del rogo “erano ancora in corso d’accertamento”.

Il danno provocato dal misterioso incendio non risultava essere quantificato nell’esatto ammontare e comunque – questo è certo – non è risultato essere coperto da nessuna polizza assicurativa.

I militari dell’Arma hanno, naturalmente, già sentito l’operaio canicattinese che utilizza quotidianamente l’auto intestata alla mamma pensionata. Non filtrano indiscrezioni al riguardo, non si sa insomma se il quarantaduenne abbia o meno detto qualcosa di rilevante ai fini dell’inchiesta.

Appare scontato – ma non ci sono certezze istituzionali al riguardo – che gli investigatori abbiano già verificato l’eventuale presenza di impianti di videosorveglianza pubblici o privati sistemati lungo via Giovanni Pascoli. Telecamere che, naturalmente, potrebbero consentire ai carabinieri di imboccare, e anche rapidamente, la giusta pista investigativa.

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