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Giuseppe Di Rosa

Giuseppe Di Rosa

Servizio di vigilanza spiagge, Di Rosa: "Agrigento non è un Principato"

Il leader del movimento "Noi con Salvini" di Agrigento risponde all'assessore Franco Miccichè. La vicenda riguarda il servizio dei bagnini sulle spiagge di San Leone

Servizio bagnini ad Agrigento, la polemica non si placa. A farsi sentire ancora è il leader del movimento "Noi con Salvini" di Agrigento. Giuseppe Di Rosa risponde all'assessore Franco Miccichè. "Abbiamo già diffidato l'amministrazione con una lettera con la quale chiede entro e non oltre giorni 7 l’immediata applicazione della legge regionale n.17 del 1.09.1998 'istituzione del servizio di vigilanza e salvataggio per le spiagge libere siciliane'. Purtroppo - dice Di Rosa - prendiamo atto con la risposta divulgata a mezzo stampa dall’assessore Miccichè, che ad Agrigento non è  solo il sindaco convinto di essere in un principato ma anche chi lo circonda sta iniziando a convincersi che sia così  purtroppo per loro siamo in una città che fa parte di quella Italia che i loro danti causa stanno cercando di rovinare del tutto, siano loro a prendere atto che le leggi sono tali fino a quando non vengono riviste o variate con relative leggi o decreti". 

(IL FATTO)

Giuseppe Di Rosa poi continua così: "La legge regionale n. 17 del 01.09.1998 ‘istituzione del servizio di vigilanza e salvataggio per le spiagge libere siciliane obbliga i primi cittadini a rispettare delle regole che riportiamo fedelmente: visto che :   l'art. 1. comma 2, 3 e 4 della legge che stabiliscono che,  lungo le spiagge di cui al comma 1 i comuni “sono tenuti” ad assicurare un servizio di vigilanza balneare con presenza di bagnini di salvataggio. I comuni di cui al comma 1 'sono tenuti' altresì a dotare le spiagge delle attrezzature e dei servizi necessari per l'incolumità della vita a mare, nel rispetto delle disposizioni emanate dalle competenti capitanerie di porto. Il servizio di vigilanza predisposto dai comuni “deve essere assicurato” tutti i giorni, senza interruzioni, dalle  9 alle 19, per un “periodo non inferiore a sessanta giorni”  e non superiore a centoventi giorni tra il “primo  maggio ed il 30 settembre” di ogni anno. Il nostro coordinamento provinciale ritiene che a nessuna legge è permesso derogare se non esplicitamente riportato in essa, giorno 17  procederemo così come testualmente già riportato nella diffida inoltrata tramite pec al comune stesso all’inoltro alla procura della repubblica di Agrigento dell’esposto dovuto per la tutela dei cittadini agrigentini e di quanti affollano le spiagge del litorale san leonino.

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