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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cronaca

Dispersione idrica, tariffe elevate e depuratori: "Petrolio" sul caso Agrigento

Girgenti Acque: "Nel momento in cui verranno sbloccati i finanziamenti, in 24 mesi potremmo arrivare a rifare la rete idrica e portare la città in h24. L'obiettivo della società è eliminarli i serbatoi"

Oltre il 50 per cento dell'acqua si perde a causa di condotte colabrodo. Le acque piovane, che scorrono nel sottosuolo, non vengono raccolte e sono dunque sprecate. Girgenti Acque quando è a corto del prezioso liquido - come sta accadendo anche di recente a causa della siccità - acquista l'acqua da Siciliacque e il costo che arriva poi in bolletta, inevitabilmente, cresce. "Quasi il 40 per cento del bilancio viene appesantito dall'acquisto dell'acqua da Siciliacque - ha spiegato ieri sera ai microfoni della trasmissione Rai 'Petrolio' il consigliere di Girgenti Acque Francesco Barrovecchio - . E' chiaro che l'entità del costo dell'acqua è influenzato dal costo d'acquisto dal fornitore di sovrambito".

LA CLIP DEL SERVIZIO RAI. Le telecamere di "Petrolio" ad Agrigento

"Petrolio Around Mididnight" ha focalizzato l'attenzione anche sulla dislocazione di alcuni contatori, che sono risultati essere veramente difficilmente raggiungibili, sul fatto che le tariffe sono fra le più care, ma anche sul fatto che l'acqua non è potabile: ossia che non viene utilizzata dagli agrigentini per bere. "Il tema dell'igienicità dell'acqua si è creato di recente per problemi di ibridazione dell'acqua rispetto al sistema fognario" - ha detto, sempre ai microfoni di 'Petrolio' il sindaco Lillo Firetto - .

Ma l'acqua, nell'Agrigentino, prescidendo da eventuali casi di inquinamento, non viene utilizzata per bere dai cittadini perché ristagna nei serbatoi. "Avevamo anche detto alla Regione di iniziare gli investimenti in attesa che deliberassero lo sblocco dei fondi e questo non ci è stato concesso - ha spiegato ai microfoni di 'Petrolio' Patrizia Macaluso, responsabile del personale di Girgenti Acque, - . Nel momento in cui verranno sbloccati i finanziamenti in 24 mesi potremmo arrivare a rifare la rete idrica e portare la città in h24. L'obiettivo della società è eliminarli i serbatoi". Il rifacimento della rete idrica, per come più volte è stato evidenziato da Girgenti Acque, servirà naturalmente anche per eliminare la dispersione: "Stimiamo oltre il 50 per cento delle perdite, le condotte sono state ereditate e sono quelle che c'erano 50 anni fa - ha spiegato, sempre a 'Petrolio', Macaluso - .Il gestore deve garantire che l'acqua arrivi nelle case dei cittadini, che venga poi depurata e che quindi il ciclo idrico integrato dell'acqua avvenga con regolarità".

Inchiesta sull'acqua, la trasmissione "Petrolio" anche sul caso Agrigento

Durante la trasmissione Rai, andata in onda nella tarda serata di ieri, è stato intervistato, davanti al fiume Akragas, anche Claudio Lombardo di MareAmico: "I depuratori non funzionano - ha detto - e addirittura 13 sono sequestrati". "Abbiamo ricevuto le visite dei carabinieri del Noe e sulla base dei loro riscontri l'autorità giudiziaria ha posto sotto sequestro i depuratori - ha spiegato ai microfoni di 'Petrolio' Barrovecchio - . Molti sono stati sequestrati perché i depuratori non hanno l'autorizzazione allo scarico. Autorizzazione allo scarico che è stata da Girgenti Acque richiesta fin dal 2012 per molti depuratori ma che la Regione Siciliana ancora non ha rilasciato". 

La giornalista si è soffermata sul caso del depuratore del Villaggio Mosè. "L'impianto venne progettato e costruito per depurare 4 litri al secondo di fogne, - ha ricostruito - ma in realtà ne riceve almeno 40 al secondo". "E' una situazione pirandelliana - ha commentato Claudio Lombardo -, abbiamo il depuratore che non funziona, il mare inquinato a causa della mancata depurazione, la multa comunitaria applicata perchè non depuriamo e i soldi a Palermo che non utilizziamo". "Abbiamo fatto delle migliorie per quello che era possibile fare - ha spiegato, sempre ai microfoni di 'Petrolio', riferendosi al depuratore del Villaggio Mosè il consigliere Barrovecchio - . In parte viene depurata e in parte non è depurata e in mare finisce parte di reflui fognari". 

E' stato intervistato anche il sindaco di Burgio, Vito Ferrandelli. Burgio è uno dei Comuni che non ha consegnato le reti: "Il nostro Comune eroga un servizio di qualità a costi molto ridotti. Finché sarò sindaco non cederò mai l'acqua ai gestori privati". 

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