"Disastro ambientale in via miniera Ciavolotta", imprenditori di mezza provincia l'avevano trasformata in discarica: 44 indagati

La Procura tira le somme di un'inchiesta e si avvia a mandare a processo i titolari di numerose attività

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Via Miniera Ciavolotta, nella zona industriale fra Agrigento e Favara, trasformata in una discarica abusiva dove imprenditori di mezza provincia andavano a gettare abusivamente i rifiuti prodotti dalle loro attività. Il pubblico ministero della Procura di Agrigento, Antonella Pandolfi, ha tirato le somme di un'inchiesta, avviata nel 2017, sembrerebbe, grazie alle riprese video in incognito, e si appresta a mandare a processo quarantaquattro imprenditori accusati, a vario titolo di abbandono dei rifiuti e disastro ambientale.

Il magistrato ha fatto notificare l'avviso di conclusione delle indagini preliminari. Nella lista, oltre ai responsabili di decine di attività operanti in vari settori, anche il titolare di Girgenti Acque, società che gestisce il servizio idrico nell'Agrigentino, adesso in fase di commissariamento in seguito a un provvedimento interdittivo antimafia, la responsabile di Gesa e un incaricato dell'Iseda, società che operano nel settore della gestione dei rifiuti. Le telecamere hanno ripreso i mezzi scaricare rifiuti di ogni tipo, anche pericolosi, in una zona peraltro non distante dal centro abitato. 

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Ecco tutti gli indagati: Filippo Vitello, 71 anni, di Grotte (titolare ditta Vega); Stefano La Porta, 43 anni, di Realmonte (Il Gabbiano); Martina Vella, 27 anni, di Agrigento (Ma.Di.Gel); Salvatore La Porta, 46 anni, di Porto Empedocle (La Porta Industries); Pasquale Vaccaro, 52 anni, di Favara (Officina Fratelli Vaccaro); Franca Burgio, 46 anni, di Porto Empedocle (Tecno Service); Giuseppe Antonio Lentini, 47 anni, di Agrigento (Raca Olii); Corrado Di Salvo, 55 anni, di Agrigento (Medical Gas); Piero Carlo Cavenaghi, 77 anni, di Monza (Sapio Life); Carmine Carlo Canino, 42 anni, della provincia di Catanzaro (Eurovetro Srl); Teresa Restivo, 62 anni, di Palermo (Gesa); Calogero Pendolino, classe 1975 e l'omonimo classe 1983 (Due di Pendolino); Pasqualino Capodici, 43 anni, di Favara (Autofabaria); Salvatore Lo Presti, 71 anni, di Grotte (Casa Arredo Lo Presti); Nunzia Russi, 50 anni, di Aragona (Autosistema); Francesco Accolla, 79 anni, di Campofranco (Flexo Bags); Maria Parisi, 65 anni, e Stefano Salemi, 42 anni, entrambi di Favara (Essequattro costruzioni); Francesco Caramazza, 31 anni, e Marco Caramazza, 30 anni, entrambi di Aragona (Elettroservice); Giuseppe Mallia, 49 anni, di Agrigento (Eurorappresentanze vending); Giuseppina Civiltà, 52 anni, di Agrigento (Eurodemolizioni); Giuseppe Filippazzo, 48 anni, di Porto Empedocle (Figi Impianti); Francesco Lattuca, 62 anni, di Aragona (Co.Ve.Ri); Calogero Grech, 51 anni, di Porto Empedocle (Grech Antonio); Domenico Cavaleri, 53 anni, di Favara (Legnomaster); Luigi Vaccarello, 77 anni, di Aragona (Jackpot Games); Rossella Palumbo Piccionello, 32 anni, di Favara (Del Sole); Paolo Patti, 51 anni, di Porto Empedocle (Pamisi); Antonio Annense, 83 anni, di Roma (La Galleria); Cristian Buta, 44 anni, di Pescara (Magnigroup); Marco Campione, 58 anni, di Agrigento (Girgenti Acque); Giovanni Sciortino, 43 anni, di Favara (Gipa); Giovanni Licata, 66 anni, di Aragona (conducente di un mezzo che ha abbandonato sei carichi di rifiuti); Gaetano Caramazza, 59 anni, di Favara (Metamorfosi); Salvatore Cavaleri, 45 anni, di Favara (Metal Trails); Annamaria Marchica, 32 anni, di Agrigento (Progresso group); Franco Antonio Celauro, 33 anni, di Agrigento (Kerogas); Paolo Barone, 33 anni, di Santo Stefano (Hya); Calogero Orsolino, 22 anni, di Agrigento (presunto autore di un incendio di rifiuti); Giuseppe e Benito Cacciatore, 26 e 31 anni, di Agrigento, il primo titolare di un negozio di frutta e il secondo conducente del mezzo che materialmente avrebbe abbandonato i rifiuti e Alfonso Vellenti, 56 anni, di Porto Empedocle, dipendente della Iseda. In questi ultimi due casi, l'abbandono dei rifiuti sarebbe avvenuto in Viale Mediterraneo.  

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