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Venerdì, 20 Maggio 2022
Cronaca

Crollo di Palazzo Lo Jacono, i periti chiedono più tempo per chiarire i dubbi

I giudici della prima sezione penale hanno nominato due esperti per tentare di risolvere le divergenze fra consulenti di parte

Altri quaranta giorni per tentare di chiarire le insanabili divergenze fra consulenti di Procura e difesa. L'ingegnere Luigi Palizzolo e l'architetto Pietro Tabbuso, entrambi dell'Università di Palermo, incaricati dai giudici della prima sezione penale di individuare le cause del crollo del Palazzo Lo Jacono Maraventano, caduto al suolo il 25 aprile del 2011, hanno ottenuto altro tempo per risolvere i dubbi sorti al tribunale dopo che i consulenti di procura e difesa hanno illustrato tesi diametralmente opposte.

Da una parte il docente di ingegneria Antonio Badalà e il geometra Pietro Munzone, incaricati dalla Procura di accertare la cause del crollo, secondo cui "non è stato eseguito un monitoraggio costante, nonostante gli evidenti e noti elementi di pericolo, e i lavori di messa in sicurezza sono stati nella migliore delle ipotesi inutili ma probabilmente dannosi".

I numerosi consulenti della difesa dei dieci imputati, fra funzionari, tecnici comunali e responsabili dell’impresa che eseguì i lavori, hanno invece sostenuto diverse tesi, fra cui l'esiguità dei fondi a disposizione per mettere in sicurezza il palazzo oppure è stato detto che la causa del crollo è da ricondurre all'eccessivo vento. I centoventi giorni di tempo chiesti da Tabbuso e Palizzolo non sono bastati, ieri è stata concessa una proroga. Si torna in aula il 16 gennaio. 

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