Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca Porto Empedocle

Porto Empedocle, le bollette non pagate sommergono il Comune: 9milioni solo dalla Tari

Per rimettere far ritornare in attivo le casse del Municipio si dovrebbero recuperare circa 800 euro ad abitante, considerando anche i bambini che, ovviamente, non sono direttamente soggetti alla tassazione

Per rimettere sulla retta via le casse del Comune di Porto Empedocle si dovrebbero recuperare circa 800 euro ad abitante, considerando anche i bambini e, ovviamente, coloro che non sono direttamente soggetti alla tassazione. 

I numeri sono lì, inseriti nel "niet" del ministero dell'Interno alla proposta di riequilibrio finanziario avanzata dal Municipio e che, dicono con insistenza dal palazzo di città, è in via di superamento. In totale, secondo il documento, ci sarebbero da recuperare oltre 12 milioni di euro, di cui quasi 9 milioni e mezzo di euro solo dalla Tari, la tassa sui rifiuti cui si aggiungono tre milioni di euro di Imu e una cifra non meglio precisata per quanto riguarda la Tasi, dato che nel documento sono indicati dei poco probabili 90mila euro. Somme tra l'altro calcolate erroneamente fino a fine anno, per quanto appunto il 2020 non sia ancora finito.

Tari 2016 non pagata, pronti a partire 3.892 euro

L'unico scostamento, comunque, potrebbe consistere nella diminuzione degli importi da recuperare attraverso la bollettazione, dato che una parte di queste somme andranno inevitabilmente in perenzione e dovranno essere spalmate sul bilancio comunale, in termini di mancata spesa e di ulteriore peso nel conteggio dei residui di dubbia esigibilità.

Una vera e propria montagna da scalare (se si aggiunge ad esempio che ci sono anche 1 milione e quattrocentomila euro di risorse recuperabili dalla gestione dei beni patrimoniali dell'ente - tra questi numerose case popolari con altissimo tasso di evasione - ), al punto che proprio il Ministero non sembrava particolarmente convinto della capacità dell'ente di affrontare la situazione, sostenendo che il piano garantiva "solo formalmente il riequilibrio finanziario ed economico entro il 2020".

Criticità che, ripetiamo, oggi sembrano in via di risoluzione: l'ente conta entro la scadenza prevista di reinviare tutto alla commissione giudicante di Roma e gli uffici stanno ormai ultimando le modifiche richieste, nella consapevolezza anche del Ministero dell'impossibilità oggettiva di andare ad aggredire in modo particolarmente significativo il credito dell'Ente. Serve, piuttosto, riuscire a trovare soluzioni operative che consentano di portare a casa la percentuale più alta possibile di queste somme, e la strada, a quanto pare è già tracciata.

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