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Da sinistra Miceli e Sciortino

Da sinistra Miceli e Sciortino

"Marmista massacrato e ucciso nel suo laboratorio", i sospetti della difesa sul fratello della vittima

Gli avvocati del cinquantacinquenne Gaetano Sciortino: "Aveva problemi economici, è stato trovato sul luogo dell'omicidio e ha incassato un'assicurazione sulla vita"

"Aveva problemi economici, conti in rosso e dopo l'omicidio ha incassato l'assicurazione sulla vita. Peraltro era già sul luogo dell'omicidio e ci sono tracce del suo sangue sul lavandino del laboratorio dove il fratello marmista è stato ucciso".

Gli avvocati Santo Lucia e Giovanna Morello, difensori di Gaetano Sciortino, l'operaio di 55 anni, accusato dell'omicidio del sessantasettenne Giuseppe Miceli, lanciano pesanti sospetti sul fratello della vittima. Lo hanno fatto questa mattina, al processo in corso davanti alla Corte di assise presieduta da Wilma Angela Mazzara, interrogando il maresciallo dei carabinieri Liborio Riggi che comanda da dieci anni la stazione di Cattolica Eraclea.

Marmista ucciso nel laboratorio, in aula maresciallo 

"Le indagini si sono concentrate su Gaetano Sciortino - aveva detto all'udienza precedente rispondendo al pubblico ministero Gloria Andreoli - perché, dalle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti in paese, abbiamo notato un passaggio anomalo dell’operaio a bordo della sua auto, nei pressi del luogo dove lavorava la vittima. Altri approfondimenti investigativi e atteggiamenti sospetti dell'indagato hanno confermato questa ipotesi". 

Oggi i difensori dell'imputato hanno insistito su alcune "tesi alternative". In particolare sono stati lanciati molti sospetti sul fratello della vittima. "Era nel laboratorio quando siamo arrivati, - ha spiegato il maresciallo - gli ho chiesto cosa avesse calpestato e l'ho invitato a uscire per non contaminare la scena dell'omicidio".

Riggi ha aggiunto: "Miceli aveva il vizio del gioco e aveva pure chiesto soldi a uno strozzino che abbiamo denunciato. Aveva prestiti e finanziarie, gli servivano i soldi per giocare schedine di Lotto e Superenalotto". Il maresciallo, sollecitato dalla difesa, ha aggiunto: "Miceli e il fratello avevano un conto cointestato in rosso, quando è morto ha incassato una polizza assicurativa sulla vita".

L'omicidio è avvenuto il 7 dicembre del 2015. Sciortino è accusato di avere massacrato Miceli con delle lastre di marmo e alcuni arnesi da lavoro, fra cui un booster. Il movente del delitto non è stato mai accertato. La Procura ipotizzava che potesse essere stata la rapina ma la circostanza non ha trovato conferma nelle prime fasi processuali. Il sottufficiale dell’Arma ha aggiunto che “i comportamenti di Sciortino destavano troppi sospetti. Ha inscenato una messinscena per fare sparire una scarpa in aperta campagna ma siamo riusciti a recuperarle. Dai nostri accertamenti risulta che sono spariti 700 euro dal laboratorio”. 

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