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"Ho fatto di tutto per salvargli la vita ma le fiamme erano troppo alte", racconto choc in aula

Un maresciallo dei carabinieri ricostruisce in aula il drammatico tentativo di salvare la vita al clochard Liborio Campione

“Ho visto che c’era un fumo enorme, all’interno le fiamme avevano avvolto ogni cosa. Ho cercato in tutti i modi di entrare ma ho capito che non era possibile perché il fuoco avrebbe fatto scoppiare i vetri e provocato lo spargimento di detriti, mi sono dovuto occupare di fare allontanare la gente che voleva entrare nel magazzino per salvare Liborio Campione”. 

Drammatica testimonianza, ieri mattina, di un maresciallo dei carabinieri, Giovanni Aquilino, davanti al collegio di giudici della seconda sezione penale, presieduta da Wilma Angela Mazzara, al processo nei confronti dell’ex sindaco di Cattolica Eraclea Nicolò Termine, rinviato a giudizio lo scorso 12 novembre con l’accusa di omicidio colposo e omissione di atti di ufficio. L’ex amministratore del comune agrigentino, secondo quanto ipotizza la Procura, avrebbe consentito che il cinquantenne senzatetto del paese, vivesse in un capannone di proprietà del Comune con un impianto elettrico disastrato che ne provocò la morte a causa di un cortocircuito causato, forse, dall’uso di una stufetta che incendiò il magazzino. La decisione di disporre l’approfondimento dibattimentale era stata presa dal giudice dell’udienza preliminare Luisa Turco che ha accolto la richiesta del pubblico ministero Alessandra Russo alla quale si era associato l’avvocato di parte civile Diego Giarratana che difende i familiari dello sfortunato clochard. 

Cinquantenne morto carbonizzato, rinviato a giudizio ex sindaco

“Rientravo da un servizio fuori dal paese – ha aggiunto il maresciallo – e sono intervenuto dopo avere visto le fiamme altissime e il fumo che si vedeva da centinaia di metri. Era notorio che all’interno vi abitasse Liborio Campione e ho capito – ha detto rispondendo al pubblico ministero Gloria Andreoli – che l’uomo era dentro perché c’era la sua auto e il cane legato a un palo. L’animale piangeva, sono riuscito a portarlo in salvo. Non sono, invece, riuscito a entrare nel magazzino perché c’era troppo fumo e la temperatura era elevatissima. Ho dovuto aspettare che arrivassero i pompieri. Non c’è stato nulla da fare”.

Campione morì il 9 dicembre del 2016 all'interno di un capannone abbandonato di Cattolica Eraclea, in contrada Balate, andato completamente in fumo. All'ex sindaco, difeso dagli avvocati Rosa Salvago e Giuseppe Piro, la Procura della Repubblica di Agrigento contesta di non aver fatto sgomberare quell'uomo che era molto conosciuto in tutto il paese. 

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