Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca Maddalusa

Il cannone ritrovato a Maddalusa, Samonà: "Resterà in esposizione nel suo territorio"

L'assessore regionale: "Continua il grande lavoro della Soprintendenza del mare per portare alla luce il nostro straordinario patrimonio sommerso"

Il cannone del XVI secolo, ritrovato nelle acque antistanti a Maddalusa, è stato trasferito nel laboratorio del Parco archeologico della Valle dei Templi dove, affidato al direttore Roberto Sciarratta, verrà sottoposto a restauro. Questo secondo cannone rimarrà in esposizione nel territorio di ritrovamento. Lo ha fatto sapere l'assessore ai Beni culturali e dell'Identità siciliana Alberto Samonà che ha spiegato: "Ad una prima ispezione, il cannone si conferma simile al precedente, rendendo verosimile l'ipotesi della dispersione in quello specchio di mare di un carico di artiglieria destinato alla vendita". A portarlo in luce è stata la Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana che, nei giorni scorsi, ha avviato una ricerca nello specchio d'acqua antistante a Maddalusa. Il cannone di epoca storica è stato rinvenuto dal sub Gianluca Lopez e la Soprintendenza del Mare ha coinvolto la Capitaneria di Porto Empedocle. 

Sub avvista un cannone di bronzo nel mare di San Leone, arrivano i sommozzatori: recuperato

Il sito di Maddalusa, già noto per aver restituito nel 2007 un altro cannone del tardo XVI secolo, ha costituito sin dall'antichità un luogo di passaggio di importanti rotte mercantili, come testimoniano i numerosi ritrovamenti fino ad oggi documentati. Il cannone si trovava ad una distanza di circa 300 metri dalla costa presso la foce del fiume Akragas ad una profondità di 7 metri, semi-sommerso in un fondale limaccioso. Il cannone, che è stato recuperato dal nucleo subacqueo della Soprintendenza del Mare e dal Roan della Guardia di finanza di Palermo con il prezioso supporto tecnico logistico e operativo della Lega navale di Agrigento, è stato sollevato con l'ausilio di palloni e poi salpato con una gru alla presenza della Soprintendente del Mare Valeria Li Vigni che ha evidenziato come il reperto costituisca un'importante testimonianza per la sua tipologia.

“Mentre il mondo della cultura subisce le conseguenze delle restrizioni e degli stop dovuti all'emergenza covid – sottolinea l'assessore dei Beni Cuturali e dell'Identità Siciliana, Alberto Samonà, commentando il ritrovamento – il mare siciliano continua a ricordarci l'etica della ricerca e della memoria. Viviamo in un'Isola ricca di preziose testimonianze che a mare, come in terraferma, ci ricordano che la Sicilia sin dai tempi più lontani è stata crocevia di rotte culturali e commerciali, rendendo la nostra Isola un unicum a livello mondiale. Continua il grande lavoro della Soprintendenza del mare per portare alla luce il nostro straordinario patrimonio sommerso".

“Proseguiamo – evidenzia la Soprintendente Valeria Li Vigni - nel solco tracciato da Sebastiano Tusa in un momento difficile in cui tutto viene fatto con spirito di sacrificio e con il prezioso supporto delle forze dell'ordine”. Alle operazioni ha partecipato Mauro Sinopoli, ricercatore biologo ed ecologo marino della sede di Palermo della stazione Zoologica Anton Dohrn il quale, attraverso lo studio degli organismi presenti nelle concrezioni dei reperti e l’uso di carotaggi fatti in prossimità dell’area del recupero, sarà in grado di ricostruire il ritmo con cui i reperti sono stati coperti e sono riemersi dai fondi mobili. Per questa ricerca saranno usate tecniche analitiche complesse come la datazione tramite l’uso del radiocarbonio.  

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Il cannone ritrovato a Maddalusa, Samonà: "Resterà in esposizione nel suo territorio"

AgrigentoNotizie è in caricamento