"Uccise il vicino dopo lite per i terreni", rinvio a giudizio e sequestro dei beni per 69enne

Il gup, che ha disposto l'approfondimento dei fatti in Corte di assise, ha bloccato - su richiesta dei legali dei familiari di Vincenzo Sciascia Cannizzaro - magazzini, immobili e terreni di Carmelo Rubino

Il terreno di contrada Calici, dove è avvenuto l'omicidio, nel riquadro l'imputato Carmelo Rubino

Rinvio a giudizio e sequestro conservativo dei beni per Carmelo Rubino, l'agricoltore pensionato di 69 anni, reo confesso del delitto del coetaneo Vincenzo Sciascia Cannizzaro, anche lui agricoltore, al quale avrebbe sparato due colpi di pistola al volto al culmine di una serie di litigi dovuti al diritto di passaggio su una strada interpoderale che portava ai loro terreni. L'omicidio è avvenuto il 27 settembre dell'anno scorso proprio nel terreno della vittima in contrada Calici.

Il giudice dell'udienza preliminare Francesco Provenzano, in tarda mattinata, ha disposto l'approfondimento dibattimentale. Trattandosi di accuse punite con l'ergastolo, peraltro, a partire dall'aprile del 2019, non è più possibile chiedere il giudizio abbreviato. All'imputato, difeso dagli avvocati Diego Guadagnino e Francesco Gibilaro, il pm Paola Vetro contesta le accuse di omicidio aggravato con le aggravanti della premeditazione e dell'avere agito "per motivi abietti e futili" oltre alla detenzione di arma clandestina. 

L'anziano, durante l'interrogatorio, aveva ammesso di avere sparato due colpi di pistola al volto di Sciascia Cannizzaro, precisando di essere sotto shock e di non ricordare i dettagli di quanto accaduto. A fare luce sui fatti sarà adesso la Corte di assise di Agrigento, la prima udienza è stata fissata per il 6 novembre.

I familiari della vittima, intanto, oltre a costituirsi parte civile, hanno ottenuto che i beni dell'imputato - terreni, magazzini e immobili - venissero sottoposti a sequestro conservativo in vista di un eventuale risarcimento in caso di condanna. Il gup Francesco Provenzano ha accolto la richiesta della difesa, affidata agli avvocati Calogero Meli e Graziella Miccichè. 

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