Ubriaco incendia le auto per vendetta personale: in meno di 24 ore identificato e denunciato il piromane di Canicattì

Il quarantatreenne, C. L. 43 anni, disoccupato e pregiudicato, ha reso ampia confessione ad investigatori e inquirenti. L'inchiesta è stata sviluppata dalla polizia e dai carabinieri

Uno degli incendi di ieri sera

La svolta è arrivata in molto meno di 24 ore. Il piromane di Canicattì - l'uomo che ha fatto dilagare ieri sera l'allarme sociale in tutta la città - è stato identificato e denunciato. Si tratta di un 43enne. Un uomo, già noto alle forze dell'ordine, che - stando a quanto rende noto la Procura della Repubblica di Agrigento - "ha reso ampia confessione". Avrebbe agito per "vendetta personale". Ma sarebbe stato anche ubriaco.

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La polizia e i carabinieri sono arrivati - e in tempo record - all'identificazione dell'uomo. Essendo trascorsa la flagranza di reato non è stato, naturalmente, possibile procedere ad arresto. Verrà chiesta però - e questo è, di fatto, scontato - una misura cautelare.  

La Squadra Mobile della Questura di Agrigento, il commissariato di polizia e i carabinieri di Canicattì sono stati coordinati dal sostituto procuratore Alessandra Russo. L'inchiesta ha permesso di chiudere il cerchio diverse ore prima delle 24 ore. E' allo scoccare delle 24 ore invece che la notizia è stata resa nota. Erano le 22 ieri quando Canicattì - le vie Calatafimi, Piemonte e Capitano Maira per la precisione - sprofondava nell'inferno di fuoco e fumo. A squarciare il silenzio dell'ennesima serata di quarantena, le sirene dei vigili del fuoco, quelle delle "pantere" del commissariato e quelle delle "gazzelle" dei carabinieri. Un inferno. Furibondi alcuni dei proprietari delle macchine devastate dagli incendi. Sotto choc non soltanto i canicattinesi, ma l'intera provincia.  

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L'indagato, C. L. 43 anni, disoccupato, pregiudicato del luogo, ha reso ampia confessione agli inquirenti - fanno sapere dalla Procura di Agrigento - dichiarando di avere agito per motivi di vendetta personale amplificati e distorti dall'abuso di alcool. Il procuratore capo, Luigi Patronaggio, ha ringraziato le forze di polizia operanti e i vigili del fuoco "per il loro tempestivo intervento che ha ridato in breve tempo serenità alla comunità canicattinese".

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