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"Finti badanti derubano anziana della casa e di 150 mila euro", chiesti 8 anni di carcere

I due presunti aguzzini si sarebbero offerti anche come “sbriga-faccende” per avvicinarsi alla donna

Conto corrente con un saldo di 148mila euro svuotato con la violenza, buoni fruttiferi svincolati e case sottratte con minacce di morte. L’ottantenne di Campobello, presunta vittima dell’estorsione consumata a più riprese nel 2007, finì in una casa di riposo al Villaggio Mosè, ad Agrigento.

Per i due presunti aguzzini, che si sarebbero finti badanti e “sbrigafaccende” per avvicinarsi alla donna, è stata chiesta la condanna. Il pm Sara Varazi ha proposto 8 anni di reclusione e 10 mila euro di multa ciascuno per Francesco Nocera, 51 anni, e la compagna Irene Salvatrice Infuso, 38 anni. I due imputati (difesi dall’avvocato Salvatore Loggia) sono accusati di avere costretto con la violenza e la minaccia l’anziana (parte civile con l’assistenza dell’avvocato Monica Malogioglio che si è associata alle richieste di condanna) e la sorella, che poi morì, a consegnare i risparmi di una vita. L’approccio fra la donna e Nocera fu quasi casuale. Quando la sorella si ammalò ebbe bisogno di un autista per essere accompagnata da Campobello di Licata, dove abitava, all’ospedale Canicattì. Nocera, col quale c’era un rapporto di conoscenza, accettò l’incarico in cambio del compenso di 30 euro.

L’uomo a quel punto, secondo la ricostruzione della vicenda, avrebbe presentato la propria compagna alla donna e i due si sarebbero offerti di aiutare le anziane pagando le bollette e sbrigando le altre commissioni quotidiane.

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