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Domenica, 26 Maggio 2024
Corte di appello

"Adesca una ragazzina, la sequestra in auto e prova ad abusarne": condannato 54enne

L'uomo era stato riconosciuto colpevole di sequestro di persona e violenza sessuale: i giudici dichiarano inammissibile l'appello. Il ricorso è finito al centro dell'inchiesta "Xydi" perchè l'ex avvocato Angela Porcello, in seguito arrestata e condannata per mafia, avrebbe falsificato un timbro postale per evitargli in carcere

Ricorso inammissibile e condanna definitiva per Enzo Cangemi, 54 anni, di Camastra, riconosciuto colpevole di tentata violenza sessuale, sequestro di persona e lesioni. 

La Corte di appello ha confermato il verdetto emesso tre anni fa dai giudici della seconda sezione penale, presieduta da Wilma Angela Mazzara, che gli avevano inflitto 4 anni e 8 mesi di reclusione. L’episodio al centro del processo, è accaduto il 27 dicembre del 2016. Poche ore dopo i fatti, gli stessi familiari della ragazza di 17 anni, che hanno anche prodotto dei certificati medici per sostenere le accuse, hanno denunciato tutto ai carabinieri.

Cangemi, secondo quanto ipotizzava la procura ed è stato accertato dal processo, avrebbe adescato una ragazzina convincendola a salire sull’auto, forse, con il pretesto di chiederle il numero di telefono del padre. "Quel giorno mi ha telefonato - ha confermato in aula il padre della ragazzina, spiegando che fra loro c’era un rapporto di conoscenza - ma non sapevo ancora nulla di quanto accaduto". L’obiettivo di Cangemi sarebbe stato quello di avere un rapporto sessuale orale con la ragazzina e per questo le avrebbe impedito di scendere dall’auto e avrebbe cercato di abbassarle la testa all’altezza delle sua zona pubica cercando di abbassarsi la cerniera dei pantaloni e stringendole con violenza un polso per evitare che potesse reagire.

L’opposizione della ragazza, che riuscì a colpirlo con uno schiaffo, sempre secondo la ricostruzione della vicenda, impedì il peggio. I carabinieri, nell’immediatezza dei fatti, avviarono l’indagine e acquisirono il referto medico che attestava una distorsione al polso dovuta, sostiene l’accusa, allo strattonamento e ritenuta del tutto compatibile con la ricostruzione dei fatti offerta dalla ragazzina.

"Non è vero nulla – si è difeso Cangemi –, le ho solo chiesto se sapeva dove potevo acquistare della droga". La vicenda è stata anche al centro del processo di mafia Xydi in cui l'avvocato Angela Porcello, ritenuta la nuova "consigliori" del mandamento mafioso di Canicattì, è stata condannata pure per avere falsificato il timbro postale del ricorso con cui impugnava la sentenza che era diventata definitiva perchè aveva dimenticato di presentarlo entro il termine. Una circostanza che è stata fatta notare dal procuratore generale ai giudici che, però, hanno ritenuto di non dichiararne l'inammissibilità perchè la sentenza di condanna per il falso non è definitiva.

Il ricorso è stato poi discusso in aula dal nuovo difensore Vito Cangemi ma i giudici lo hanno dichiarato inammissibile nel merito.

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