Venerdì, 23 Luglio 2021
Cronaca

Operazione "Waterloo", le reazioni del mondo politico dopo i fermi

Diversi gli interventi, innumerevoli i silenzi, dopo i dettagli del blitz che ha colpito i vertici di Girgenti Acque e lanciato pesanti accuse su innumerevoli esponenti politici e funzionari

(foto ARCHIVIO)

Iniziano a registrarsi le prime prese di posizione formali dopo i dettagli dell'operazione "Waterloo".

Nello Musumeci: "Agrigenti culla del malaffare sul fronte delle acque"

"Che Agrigento sia stata la culla del malaffare sul fronte delle acque in Sicilia tutti lo sapevano da decenni in Sicilia, però credo siano mancati interventi energici. Speriamo che da questo momento, grazie all'impegno della magistratura, si possa fare luce". Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, a margine della presentazione del Polo 'Meccatronica Valley', a Palazzo Orleans, a proposito dell'inchiesta della procura di Agrigento su Girgenti Acque. "Nel frattempo il nostro dipartimento - ha aggiunto Musumeci - è impegnato a capire perché in provincia di Enna l'acqua abbia tariffe tra le più altre d'Italia e anche in alcune parti della provincia di Caltanissetta". "Quello dell'idrico è un fronte sul quale vanno accesi tutti i riflettori senza guardare in faccia nessuno ed è quello che, per quanto di sua competenza, farà la Regione Siciliana", ha concluso Musumeci

Matteo Mangiacavallo (Attiva Sicilia): "Grazie alla magistratura, ho denunciato sin dall'inizio"

“Ringraziamo i magistrati per il loro lavoro e speriamo che venga fuori la verità e sia fatta giustizia, ma è importantissimo che si faccia sempre più luce su una vicenda che ha tormentato gli agrigentini per oltre un decennio. Ho denunciato la situazione della società sin dall’inizio.  La gestione del servizio idrico da parte di Girgenti Acque non è andata sicuramente a favore dei cittadini in questi anni, mentre ben evidente è apparso il ruolo di ‘assumificio’ della società, come fu definita dal procuratore aggiunto di Agrigento Ignazio Fonzo. Giusto quindi che si continui ad andare a fondo in questa vicenda: per questo va tutto il nostro apprezzamento alla magistratura che sta scoperchiando questo vaso di pandora”.

Claudio Favara (gruppo Misto - presidente Antimafia) "Un quadro sconfortante"

"L'indagine della procura di Agrigento conferma quanto era emerso durante le numerose audizioni svolte dalla Commissione antimafia sulla vicenda Girgenti Acque. Al netto dei profili penali, quello che traspariva, e che oggi le parole del procuratore Patronaggio confermano, era un quadro sconfortante di interessi privati, regalìe e clientelismi come tratto distintivo di quella gestione privata delle risorse idriche. Clientelismi e illiceità rese possibili anche per la colpevole carenza di controlli e con la beffa di aver inflitto alla provincia di Agrigento anni di disservizio e di bollette salatissime. Un sistema di potere opaco, trasversale, basato su favori, denari ed assunzioni, perpetrato per anni impunemente in sfregio al territorio e all’interesse dei siciliani. Grazie al lungo ed attento lavoro della Procura di Agrigento, quel sistema è oggi finalmente messo a nudo. E' depositata in Ars - e ci auguriamo che venga discussa al più presto - una mozione, a mia prima firma e sottoscritta dai deputati del movimento 5 stelle, pd e IV, che chiede interventi urgenti per mettere ordine nella gestione del servizio idrico in Sicilia e per ristabilire il principio, consacrato dalle leggi e da un referendum ma sostanzialmente ignorato dai governi regionali, della gestione pubblica dell'acqua in Sicilia".

Inchiesta su Girgenti Acque, il procuratore: "Mancata o insufficiente depurazione e truffa sulle tariffe"

Michele Sodano: "Basta a servizi pubblici essenziali gestiti con logiche clientelari"

"Qualche settimana fa vi ho parlato della lettera con cui ho chiesto all’Assessore Regionale Baglieri di intervenire in merito ai disservizi di cui sono vittima tutti i cittadini della Provincia di Agrigento, lettera che ha trovato seguito nella convocazione di un tavolo di emergenza a Palermo. Che in Girgenti Acque, colpita da un’interdittiva antimafia nel 2018, ci fosse qualcosa che non funzionava, era chiaro a tutti da anni. Stamattina, però, apprendiamo in modo chiaro che la Procura di Agrigento, preso atto dell’altissimo rischio di fuga dei soggetti, ha disposto otto fermi e notificato 84 avvisi di garanzia in tutto il territorio nazionale. L’ex patron di Girgenti Acque, Campione, è stato arrestato. Anche il nome dell’ex prefetto di Agrigento, Nicola Diomede, compare nelle carte dei magistrati e tra gli indagati anche il Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana di Forza Italia Gianfranco Miccichè. In particolare a Gianfranco Miccichè e al Deputato Francesco Scoma, rispettivamente candidato per il partito Forza Italia alle elezioni regionali del 2017 e mandatario del candidato Miccichè, i Pubblici Ministeri contestano di aver ricevuto da Campione Marco (nella sua qualità di presidente e legale rappresentante della Girgenti Acque S.p.A.) contributi elettorali e spese di viaggi e soggiorni pagate in violazione a quanto previsto dall’art. 7 comma 2 Legge n. 195/1974, e senza che i contributi fossero stati regolarmente iscritti nel bilancio della medesima società. L’imponente operazione Waterloo, frutto dello scrupoloso lavoro della Procura, individua reati per associazione a delinquere finalizzata alla commissione di delitti contro la Pubblica Amministrazione, frode in pubbliche forniture, furto, ricettazione nonché reati tributari, societari e in materia ambientale, questi ultimi legati alla mancata attività di depurazione delle acque. A noi cittadini il dovere di ringraziare le forze dell’ordine per l’eccellente lavoro svolto. Alle forze politiche del territorio, invece, prego di prendere forti posizioni e di non affrontare la questione nel silenzio assordante. È questo è il momento in cui la politica, se intesa come servizio e gestione della cosa pubblica, e non come vile affarismo, deve assumere decisioni importanti e deve condannare le tremende pratiche che hanno portato Agrigento a essere ultima in Italia in qualità di servizi idrici, rifiuti e sanità. I servizi essenziali non possono essere gestiti ancora nelle logiche clientelari, contro il pubblico interesse, oggi è il momento della riscossa popolare. In Regione parta subito un tavolo di emergenza permanente per limitare al massimo i disservizi legati alla mancanza d’acqua ai cittadini della Provincia di Agrigento che, mai come in questo momento, devono essere tutelati dallo Stato"

Inchiesta su Girgenti Acque, Patronaggio: "Fermati anche perchè avevano la possibilità di trasferire ingenti capitali all'estero"

Giovanni Di Caro (M5S): “Servizio disastroso garantito da fitta rete di connivenze”

“Il terremoto giudiziario che si è abbattuto su Girgenti acque non ci sorprende per nulla:  i magistrati faranno ora il loro lavoro, la giustizia farà il suo corso e stabilirà i colpevoli e gli innocenti. Una cosa però è certa: tutto il sistema che ci ha portato a vedere ancora strade allagate in piena estate, reti idriche colabrodo, tariffe altissime in cambio di un servizio pessimo è stato garantito da una rete di connivenze, assunzioni e abusi intollerabili, innanzitutto moralmente prima ancora che dal punto di vista legale. In questa vicenda sarebbero coinvolti politici, imprenditori, professionisti, pseudo giornalisti, addirittura anche rappresentanti delle forze dell’ordine. Attendiamo con ansia che sia fatta piena luce su questa torbida storia per dare giustizia ad un’utenza bistrattata e destinataria di un servizio degno nemmeno del terzo mondo. Le assunzioni poco chiare nelle società che prestano servizi ai Comuni non sono purtroppo una novità.  Per questo ho fatto approvare all’ Ars una norma che impone agli Enti locali di pubblicare in un’apposita sezione del proprio portale  l’elenco aggiornato di tutte le aziende erogatrici di beni e servizi presso lo stesso Ente, con la precisa indicazione dei nominativi, dei contratti e delle mansioni del personale assunto”.  

Filippo Perconti e Rosalba Cimino (M5S): "Venga fatta piena luce da parte della giustizia"

"La notizia dell’inchiesta della Procura di Agrigento che ha travolto la Girgenti Acque, ha disvelato una potente azione di lobbying e la creazione di un vasto sistema di corruzione, volto ad eludere i controlli degli enti preposti: falsi in bilancio e un sistema di accentramento degli appalti in capo alle imprese del presidente del consiglio di amministrazione. Tali episodi gettano purtroppo un’ombra sull’amministrazione dei beni pubblici, a scapito e danno di tutti coloro che lavorano con onestà. Auspico che siano accertate eventuali responsabilità sin da subito, la politica deve assumersi le sue responsabilità e fare tutto il possibile per salvaguardare un settore sano e fondamentale per il nostro territorio; è una questione morale, soprattutto per chi opera nella pubblica amministrazione, quindi che i giudici facciano al più presto piena luce su questi avvenimenti"

Miccichè replica alle accuse: "Niente da nascondere, i contributi ricevuti sono pubblici"

"Non ho nulla da nascondere poiché tutto ciò che ho ricevuto da Girgenti Acque, è stato puntualmente dichiarato. Bastava chiamarmi ed avrei fornito tutte le spiegazioni e la documentazione in mio possesso. Tutti i contributi che ho ricevuto per la mia campagna elettorale, non solo quelli di Girgenti Acque, li ho puntualmente dichiarati. Ho anche la delibera del consiglio di amministrazione che ha deciso il contributo”.

Ad esprimere solidarietà a Miccichè è il partito Forza Italia attraverso il capogruppo all'Ars Tommaso Calderone.

(aggiornato alle 18.00)

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