"C'è oro assai e si va a coricare senza chiudere il portone": ecco come il ladro chiese l'autorizzazione

I Pm della Dda: "Aveva ritenuto opportuno esporgli preventivamente le sue intenzioni delittuose, in considerazione del fatto che in precedenza, per una situazione analoga, era stato richiamato per avere agito in totale autonomia"

(foto ARCHIVIO)

"Io sono venuto perchè in base che l'ultima volta ho subito una sorta di rimprovero ... io ho una cosa per la testa ... si può fare o non si può fare?...una casa…c’è un apprtamento..c’è una traversa e ci sta una maestra…è sola, una signorina…è sui cinquant’anni…oro assai…questa praticamente si va a coricare senza chiudere il portone … … io ce l'ho aperto pulito, pulito … incomprensibile … lei fa la maestra, la mattina esce alle otto e rientra alle due …”. E' l'11 aprile del 2018 quando, nel magazzino di via Palma a Licata, vengono captate - dai carabinieri - queste parole. C'è un uomo, già noto alle forze dell'ordine che chiede l'autorizzazione a compiere un furto. Parole definite "emblematiche" - nel provvedimento di fermo - dai magistrati della Direzione distrettuale antimafia. 

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"Egli riferiva immediatamente all’Occhipinti - spiegano, nel provvedimento di fermo, i Pm della Dda Claudio Camilleri e Gery Ferrara - che aveva ritenuto opportuno esporgli preventivamente le sue intenzioni delittuose, in considerazione del fatto che in precedenza, per una situazione analoga, era stato richiamato per avere agito in totale autonomia e senza chiedere l’autorizzazione al capomafia. Il pregiudicato proseguiva quindi il suo racconto aggiungendo che era pronto a rinunciare ai suoi propositi qualora in contrasto con la decisione di Cosa Nostra di non commettere delitti in grado di attirare l’attenzione degli investigatori sul territorio: “Siccome a me se una persona grande mi dice: "dobbiamo cercare di stare tranquilli perchè c'è bordello".

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"Occhipinti, incurante della particolare vulnerabilità della vittima designata, dava quindi il proprio benestare (“non che ti posso dire io, non ce ne fare, di farcelo ...”) ed al tempo stesso, consigliava al suo interlocutore di stare molto attento perché “quando sei là dentro (ndringalera) devi sapere che non hai a nessuno ... devi contare sulle tue forze”.

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