Jogging sul lungomare e gente che si sposta verso la campagna, controlli mirati: "Non c'è il liberi tutti"

Le forze dell'ordine, in queste ore, stanno illustrando a tutti coloro che vengono trovati in giro cosa si può e cosa non si deve fare

Controlli della polizia

Una decina di persone a fare jogging sul lungomare Falcone-Borsellino. Lungomare che è stato anche raggiunto, dal centro cittadino di Agrigento, in auto. Traffico aumentato - ma non in maniera vertiginosa - lungo le statali e le provinciali: gente che dalla residenza principale si sta spostando verso la casa di campagna per curare l'orto o per fare giardinaggio.

L'ordinanza del presidente della Regione Nello Musumeci - che mirava ad alleggerire le restrizioni per il contenimento del rischio contagio da Covid-19 - non ha siglato il "liberi tutti".

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I poliziotti della Stradale, coordinati dal vice questore Andrea Morreale, e quelli della sezione Volanti della Questura stanno presidiando tutti i luoghi strategici. E stanno verificando se vi sono o meno persone che abbiano frainteso le disposizioni dell'ordinanza. E' consentita attività motoria, infatti, solo nei pressi della propria abitazione. Il che significa che dal centro di Agrigento, o da qualche Comune limitrofo, non ci si può spostare sul lungomare di San Leone. Neanche per fare jogging. I poliziotti della sezione Volanti della Questura - coordinati dal commissario capo Francesco Sammartino - stanno controllando, uno per uno, i podisti sul lungomare. Molti sono in regola: abitano in zona. Qualcuno ci avrebbe invece provato e forse s'è allontanato un po' troppo dal proprio domicilio.

Fatte verifiche anche su Porto Empedocle dove, inizialmente, s'era parlato di gente in spiaggia con cani al guinzaglio. Ma per fortuna, sugli arenili empedoclini, non è stato trovato nessuno dalla polizia. 

Musumeci richiamando, nell'ordinanza firmata ieri sera, il decreto del presidente del Consiglio dei ministri ha stabilito che "è vietato l'accesso del pubblico ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici, non è consentito svolgere attività ludica o ricreativa all'aperto. E' consentito svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona". Ed ancora, sempre nel decreto del presidente del Consiglio dei ministri, era stato stabilito che "sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina in luoghi pubblici e privati. Sono sospese anche le sedute di allenamento degli atleti".

Le forze dell'ordine, in queste ore, stanno illustrando a tutti coloro che vengono trovati in giro cosa si può e cosa non si deve fare. In macchina si dovrà continuare ad andare da soli. E in campagna si potrà andare solo ed esclusivamente per lavori di manutenzione per la prevenzione degli incendi. Si potrà fare giardinaggio e curare l'orto, non certamente fare riunioni e scampagnate familiari. 

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Il rischio contagio non è stato - non ancora almeno - archiviato. La curva epidemiologica è in discesa, ma questo non significa che l'emergenza sanitaria sia finita. Fra l'altro anche l'Oms è stata più che chiara: è certa una seconda ondata epidemica. Il direttore generale, facente funzioni, dell'Asp Alessandro Mazzara appena qualche giorno fa aveva, inoltre, esplicitamente detto: "Dobbiamo ancora uscire dall’emergenza e lavoriamo anche sulle criticità che potrebbero scoppiare domani. A influire positivamente è stato il distanziamento sociale e l’osservanza delle regole. Certo ci sarà la fase due ed è anche auspicabile che arrivi al più presto, ma oggi non credo si possa ancora parlare di fase due".

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Appare scontato che, nelle prossime ore, le forze dell'ordine torneranno ad agire con il "pugno duro" per quanti violeranno le disposizioni. Perché non è certamente arrivato il momento del "liberi tutti". Perché i sacrifici fatti fino ad ora rischiano di essere vanificati da eventuali "scivoloni" comportamentali. 

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