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Giovedì, 26 Maggio 2022
Cronaca Favara

L'agguato in Belgio, i dettagli dell'inchiesta: quel giro di armi da Liegi a Favara e a Porto Empedocle

La confessione di Mario Rizzo: "Avevo comprato questa pistola, l'ultima, da questo kossovaro ... aveva il carrello mal ridotto, mi ricordo che la carteggiai ... fici il carrello bianco ... gliela diedi e mi disse che serviva ad un tipo 'abbastanza pesante'"

E' evaso - nel 2016 - dal carcere di Favignana dove stava scontando una pena definitiva e s'è rifugiato in Belgio, in una zona vino Liegi. A raccontarlo a investigatori e inquirenti è stato Mario Rizzo, 32 anni, di Favara, cognato di Gerlando Russotto. Nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di Rizzo e Russotto - firmata dal Gip del tribunale di Agrigento Francesco Provenzano e richiesta dal procuratore aggiunto Salvatore Vella e dai sostituti procuratori della Repubblica Simona Faga ed Alessandra Russo - viene ricostruito che Rizzo ha "raccontato che per mantenersi acquistava e rivendeva armi, in nero, da soggetti stranieri provenienti dall'Europa Balcanica. Armi in pessime condizioni che egli risistemava fino a dotarle di una nuova vita e renderle perfettamente funzionanti per poi rivenderle".

Armi comprate da un kossovaro 

"Nel lungo interrogatorio reso al Pm, Rizzo specifica - prosegue la ricostruzione del giudice per le indagini preliminari - che egli aveva avuto il possesso di tre pistole, tutte con matricola abrasa, una prima, una 'Bayard' 7,65, poi una 'Fn Herstal' che compra per 500 euro da un kossovaro e che poi cede al cognato Gerlando Russotto che sta a Favara, pistola che lui nel restaurarla tinteggiava di color oro nel carrello e infine una terza pistola, anch'essa 'Fn Herstal', comprata sempre dal kossovaro, restaurata, con il carrello tinteggiato di bianco, che Rizzo dichiara d'aver venduto ... . Quest'ultima pistola è quella con cui, poi, la sera del 28 aprile del 2017, è stato commesso l'attentato a Saverio Sacco. Dalle propalazioni del Rizzo - scrive il Gip - emerge che egli ebbe a vendere la pistola in questione a (omissis)  il quale, a sua volta, avrebbe dovuto cederla ad un soggetto 'pesante' della marina, cioè a un soggetto di un certo rilievo criminale di Porto Empedocle, di cui non veniva fatto il nome". 

Pistola venduta per uno "abbastanza pesante"

" ... avevo comprato questa pistola, l'ultima, da questo kossovaro. Siccome era pure mal ridotta, mi ricordo che ... e no .. aveva il carrello mal ridotto, mi ricordo che la carteggiai ... fici il carrello bianco, di colore bianco ... l'acquisto sempre per 500 euro e gliela rivendo per 800 a (omissis). ... mi anticipò 300 euro senza guardare la pistola, dopo un paio di giorni completai la pistola e gliela detti. Questa era quella con il carrello bianco. E niente gli diedi sta pistola e mi disse che serviva ad un tipo, ad un tipo 'abbastanza pesante'. Dicu, ma cu è? No, dici, nun li conosci. E', dici, da Marina".

Racconti ritenuti "attendibili" 

Il favarese Rizzo, le sue dichiarazioni in merito all'agguato in Belgio, sono state ritenute dal Gip "di intrinseca attendibilità, sono perfettamente sovrapponibili - scrive il giudice per le indagini preliminari Francesco Provenzano - a quelle emerse dalle indagini dell'Autorità giudiziaria Belga, circostanze che il Rizzo ha potuto conoscere in un secondo momento per cui ne deriva la piena attendibilità della ricostruzione dei fatti. Per quanto attiene al possesso di armi e munizioni - scrive sempre il Gip - i gravi indizi discendono, oltre che dalle acclarate attendibili dichiarazioni del Rizzo, anche dal sequestro delle armi medesime operato dalla Pg". Lo scorso 29 maggio, la Squadra Mobile - che è coordinata dal dirigente Giovanni Minardi - durante una perquisizione, in un immobile di Favara, nel sottotetto condomininale della palazzina, ha rinvenuto un fucile a pompa, una pistola calibro 7.65 e numerose munizioni. Le investigazioni della Squadra Mobile hanno permesso di contestare a Russotto la ricettazione del fucile a pompa, risultato oggetto di furto, lo scorso 8 gennaio, ai danni della polizia provinciale di Agrigento. 

Le valutazioni del Gip

 "Il possesso di armi da parte degli indagati e la facilità di reperimento delle stesse, per come dimostrato da Mario Rizzo, - scrive il Gip del tribunale di Agrigento Francesco Provenzano  da un lato costituisce un rischio di reiterazione dello specifico reato: possesso di armi clandesine, dall'altro rende più agevole il rischio di reiterazione di reati contro l'incolumità personale. Se è pur vero che il Rizzo abbia posto in essere un atteggiamento collaborativo con gli inquirenti italiani, ciò da solo non basta a escludere il rischio. Rizzo non avrebbe voluto partecipare all'attentato a Saverio Sacco, ma non ha avuto la forza di tirarsi fuori, e ciò perché comunque lo stesso fa parte di un circuito criminale che lo governa". 

I dettagli tecnici dell'inchiesta 

La Procura della Repubblica contestava - agli indagati Rizzo e Russotto - l’ipotesi di reato di tentato omicidio, il giudice per le indagini preliminari ha, però, derubricato in lesioni dolose aggravate. Dell'inchiesta si è occupata la Squadra Mobile, che è guidata dal dirigente Giovanni Minardi, con il coordinamento del procuratore aggiunto Salvatore Vella e dei sostituti procuratori della Repubblica Simona Faga e Alessandra Russo. 

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