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Il caso

Aica e prestito da parte dei Comuni: chi non ha pagato è stato più furbo?

Al 31 dicembre solo una decina di centri hanno effettivamente trasferito le somme previste dalla legge finanziaria del 2022: scarsa fiducia o scontri interni?

Non se ne parla più da un po' di tempo. Al 31 dicembre 2022 si è però conclusa una vicenda che ha stimolato non poco il dibattito in questi ultimi due anni.

Entro quel termine i Comuni avrebbero potuto (dovuto?) trasferire all'Aica in quota parte le risorse sbloccate in tal senso dalla Regione Siciliana con un emendamento alla finanziaria del 2021 che avrebbe dovuto rappresentare appunto un primo sostegno tangibile alle attività della società idrica.

Ta un distinguo e un altro, tra una riunione e un'altra, alla fine, solo una quindicina di centri ha effettivamente deliberato in Consiglio comunale il trasferimento e poi provveduto a inoltrare le somme alla società idrica e provveduto quindi a trasmettere le risorse. In alcuni casi si è solo compiuto uno di questi passaggi, in altri non si è avanzato di un solo passo, contestando la scelta della Regione ma anche ritenendo "pericoloso" per le casse dei Comuni prestare queste risorse alla società idrica pubblica. Il messaggio più volte veicolato da molti è stato: dubitiamo che Aica sia effettivamente in grado di restituire il prestito, quindi non esporremmo i nostri Comuni a questo rischio.

Altri, più semplicemente, sono rimasti a guardare sostenendo, palesemente, che i passi indietro di alcuni li autorizzavano nei fatti a non farne avanti.

Così alla fine, come si dice, "chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato". E i soldi ai comuni come e quando verranno restituiti?

Al momento del tema si è occupato solo l'ex Cda: durante una riunione di inizio febbraio si sarebbe dovuto discutere del piano di Aica per restituire il prestito, ma gli scontri interni al consiglio di amministrazione fecero cadere il numero legale e saltare anche la trattazione del punto. Già in quel contesto l'ormai ex direttore generale Fiorino rappresentò "che la mancata deliberazione sulla proposta non consente agli uffici l’eventuale adempimento di pagamento nei confronti dei Comuni soci che lo hanno richiesto". Per questo l'allora presidente, si riservava "un provvedimento urgente".

Nel frattempo, però, c'è stato l'azzeramento del Consiglio e questa "grana" passerà ovviamente al prossimo organismo.

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