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Delibera 50, scoppia la polemica, Pullara: "Incomprensibile tornare indietro"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

“Non si riesce, non penso di essere il solo, a comprendere qual è la motivazione che spinga l’amministrazione Galanti e la sua giunta a proporre la revoca della famigerata delibera 50 e la reintroduzione delle figure dirigenziali al Comune di Licata, ciò non solo dopo l’approvazione degli atti di modifica statutaria ma anche dopo le diverse dichiarazioni precedenti e successive a tale modifica nonché gli atti consequenziali posti in essere. Sono stato fin da subito a favore di questa importante riforma, che da un lato consente un notevole risparmio economico e dall’altro una migliore organizzazione attraverso una spalmatura delle responsabilità per assicurare una risposta più efficace ed efficiente alla città; da non sottovalutare che con tale riforma e quindi l’eliminazione dei dirigenti si procedeva a rimuovere un grosso problema che consisteva nel fatto che da diverso tempo ne esisteva uno solo e non avrebbe potuto consentire una regolare e puntuale azione  amministrativa ed anzi avrebbe finito per acquisire una responsabilità su vari settori che esulano dal proprio profilo professionale. Infatti, al Comune, per un’azione efficace ed efficiente, sarebbero serviti almeno 4 dirigenti con una ulteriore spesa annua di circa 300mila euro, somma che il Comune di Licata non è nella possibilità di sopportare. Si tratta di un Ente, infatti, dove si continuano a tagliare servizi ai cittadini come la mensa scolastica, il canile e il servizio di corriera cittadino, e forse alle porte del dissesto che invece si sarebbe potuto evitare se si fosse continuato a fare lavorare l’assessore al bilancio Iacona in sinergia con l’assessorato regionale all’economia la cui attività era già avviata ”.

Lo afferma Carmelo Pullara, capogruppo di Autonomisti e Popolari all’ARS.

“Non si spiega come un’amministrazione ed una eventualmente maggioranza consiliare possano cambiare idea in maniera così repentina e discordante rispetto ad una decisione tanto impattante per il buon funzionamento dell’Ente nel il futuro, prendendone una che va in direzione del tutto opposta. E’ un’inversione ad U che non sembra trovare alcuna giustificazione plausibile, tranne quella che le motivazioni poste a base dell’adozione, al tempo, della delibera 50, erano false. Sembrerebbe, infatti, se non è così – afferma ancora Pullara – che ci siano forze esterne tali da influenzare la libera volontà politica a Licata e il libero andamento istituzionale politico amministrativo elettorale. Ci si chiede quale forza tanto determinante possa esserci dietro un cambio così radicale di un’idea e di una visione politico-amministrativa, semmai è questa la chiave di lettura di questo ennesimo cambio di direzione. All’amministrazione  Galanti è bastata una semplice lettera di sei consiglieri di opposizione, un parere del nuovo segretario comunale , che nel frattempo ha sostituito il precedente, per dare il via a questo dietrofront che presenta tanti, troppi lati oscuri, soprattutto sul piano amministrativo ma anche quasi marginalmente sul piano politico. Infatti per quest’ultimo aspetto se la minoranza riesce a fare cambiare idea sic ad una amministrazione ed una maggioranza bulgara, politicamente, ritengo che chi ha torto si deve fare guidare da chi ha ragione, cioè la minoranza deve andare a governare e la maggioranza Galanti con la sua giunta dovrebbero andare a casa conservando quel minimo di dignità e pudore politico che a seguito dell’adozione di questo atto di revoca, che si ritiene scellerato, perderebbero.

“Si andrà fino in fondo alla questione – conclude Pullara – per capire se è configurabile un danno erariale o di abuso d’ufficio da parte di qualcuno. Ricordo a me stesso che, questo Ente ha tenuto a riposo, pagandolo per non lavorare, l’unico dirigente posto in mobilità dopo la modifica dello Statuto comunale, ed in un contesto in cui le condizioni economico-gestionali del Comune si sono ulteriormente aggravate decide, oggi, di rimetterlo in servizio ed anzi prenderne forse altri. Non escludo di richiedere l’avvio di  apposita procedura di verifica e ispezione  da parte delle istituzioni politiche ed amministrative regionali ma anche  da parte della Commissione antimafia regionale e nazionale al fine di fare luce su diversi episodi, e ciò magari, non nell’immediatezza come sta avvenendo per i tanti lati oscuri che hanno riguardato il Governo Crocetta che tanto sbandierava legalità, .”

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