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Nuovo regolamento comunale sulla riscossione tributi, Cardella: “Provvedimento iniquo e divisivo”

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Il recente provvedimento deliberato dalla Giunta del Comune di Licata (successivamente approvato dal Consiglio comunale) disciplina la riscossione delle tasse e tributi comunali; sembrerebbe che il provvedimento si presenti alquanto iniquo, irrazionale e divisivo per la cittadinanza e le forze produttive licatesi (commercianti, artigiani, imprenditori, professionisti).

E' opportuno ricordare al sindaco Balsamo, eletto con un risultato elettorale eccellente, che non occorre approvare provvedimenti come | ultimo regolamento senza aver preventivamente sentito e richiesto il parere delle associazione di categoria che operano sul territorio in maniera: sarebbe stato una forma di democrazia partecipativa fortemente richiama tata anche dal nostro statuto comunale.

Occorre che il sindaco si adoperi a risolvere la grave situazione di indebitamento strutturale adottando provvedimenti razionali che non siano punitivi per la cittadinanza e le forze produttive della città.

Ho letto, con mio rammarico, che addirittura questo regolamento, avrebbe previsto forme punitive (ritorsive?) verso li cittadino che ad oggi non ha pagato i tributi comunali (?) vietandogli alcuni servizi comunali come ad esempio inibire ai familiari del tiranno evasore li divieto per i suoi figli di accedere ad es. agli asili comunali o servizi comunali denominati a domanda individuale.

Non penso che questo regolamento sia legittimo e possa regolamentare il pagamento e la riscossione di tributi comunale che addirittura risultano ormai prescritti per responsabilità dell' Ente comune.

I regolamenti comunali sono atti normativi contenenti obblighi, divieti, regole e prescrizioni rivolti ad una serie indeterminabile di destinatari e capaci di disciplinare una serie indefinita di casi di propria competenza ed in particolare per l'organizzazione e il

Funzionamento delle istituzioni e degli organismi di partecipazione, per li funzionamento degli organi e degli uffici e per l'esercizio delle funzioni nel rispetto dei principi fissati dalla legge e dallo statuto (art. 7 DIgs 267/00).

Per far funzionare questo modello di gestione della cosa pubblica occorre che i cittadini si assumano una parte di responsabilità su temi di interesse generale e che i dipendenti comunali siano adeguatamente formati e motivati per i servizi a cui sono destinati.

I regolamenti sono fonti-atto di rango secondario, che oltre alla Costituzione devono essere conformi, a pena di illegalità, anche alla legge (principio di legalità).

Ma questo regolamento a cui in tanti cittadini mi hanno chiesto di impugnarlo avanti agli organi della Giustizia amministrativa, mi auguro venga ritirato al piùpresto da parte dell'amministrazione comunale perché sarebbe una brutta storia che vorremmo non commentare.

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