La Sicilia in zona arancione, Pullara: "Le nostre imprese commerciali dovranno fare i conti con nuove restrizioni"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

“La Sicilia torna ad essere zona arancione. I bollettini confermano che siamo stati tra i più' virtuosi d'Italia ma nonostante questo torniamo in zona arancione senza un vero perche'. Calpestati diritti di imprenditori e commercianti. Tutti tacciono di fronte a Draghi, un silenzio colpevole. Tanto vale che restava Conte!” Con queste parole il deputato regionale On. Carmelo Pullara  prende posizione dopo il decreto firmato dal Presidente del Consiglio  Mario Draghi.
“L'Isola -scrive Pullara-da lunedì tornerà a essere in zona arancione mentre dal 3 al 5 aprile (Pasqua e Pasquetta)le restrizioni saranno massime, ovvero "zona rossa".   Imprenditori e  commercianti siciliani sono penalizzati da un decreto che evidentemente non tiene conto degli sforzi responsabili (e anche onerosi) che sono stati fatti nell’ultimo mese per mantenere sotto controllo la curva dei contagi. I bollettini ufficiali confermano che siamo stati tra i più virtuosi d’Italia ma nonostante questo torniamo in zona arancione senza un vero perché.  "Le nostre imprese commerciali dovranno fare i conti con nuove ristrettezze che creeranno ulteriori difficoltà a chi è ormai da tempo alla canna del gas e senza che il Governo abbia finora dato seguito alle promesse sui sostegni economici e sul differimento delle scadenze di tasse e tributi. Le decisioni adottate sono inique, incoerenti e incongrue. Quando la Sicilia aveva numeri da 'zona rossa' nessuno si è sognato di uniformare anche le regioni che stavano meglio. Ora che i 'numeri' sono da zona gialla, gli imprenditori che stanno lottando per farcela da soli, subiscono un altro duro colpo. Tutti tacciono di fronte a Draghi-dichiara Pullara-  un silenzio colpevole. Tanto vale che restava Conte avendo già dimostrato almeno di avere saputo affrontare il periodo più critico di questa pandemia.”

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