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Lunedì, 23 Maggio 2022
Politica

In Sicilia spese pubbliche da record senza efficienza e servizi, Sodano: “Classe dirigente da azzerare”

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Arriva la certificazione dell’ennesimo record in negativo per la nostra Regione Sicilia, questa volta nella spesa pubblica ingiustificata, in particolare se confrontata a quella delle altre Regioni. La Fondazione Gazzetta Amministrativa e Adnkronos hanno analizzato i bilanci per singole aree per poi esprimere un rating che va dalla tripla A alla C.

La Sicilia è l’unica amministrazione a ricevere il voto più basso, una bella C. Emerge che, soltanto nella categoria di spesa ‘stipendi corrisposti al personale a tempo indeterminato’, nel 2020 ha dichiarato 425 milioni di euro, quasi mezzo miliardo, un valore sufficiente di per sé a condannare l’ente al voto definitivo.

Alla stessa voce, la Lombardia, che ha il doppio dei nostri abitanti, e che risulta capace di gestire macchine amministrative molto più efficienti e sviluppate della Sicilia, segna solo 65 milioni di euro. Come spiegare allora questo record tutto made in Sicily, o meglio, made in Assemblea Regionale Siciliana?

Senza mezzi termini, è il frutto di una politica che crea e mantiene il proprio consenso attraverso un sistema di moltiplicazione delle assunzioni. Una pratica che non aiuta il territorio, ma lo impoverisce, creando ‘debito cattivo’ e un altissimo tasso di inefficienza dei servizi.

Non occorrono altri dati per confermare che il voto di scambio è un danno per tutti.

In vista delle elezioni regionali di quest’anno, occorre una classe politica responsabile e degna, che in questo momento non riesco ad individuare tra le forze in campo. Devono entrare in gioco i giovani, perché è proprio la nostra generazione a sentire, più di ogni altra, il peso e la vergogna della spesa senza controllo, di una Regione che rincorre un record negativo dopo l’altro. È proprio la nostra generazione a trovarsi sempre allo stesso bivio: essere umiliati e fagocitati dal sistema o emigrare.

Nasca un sentire comune per scrollarsi di dosso questa ennesima umiliazione. Impariamo dagli esempi virtuosi, accendiamoci, rivendichiamo il nostro futuro.

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