Domenica, 24 Ottobre 2021
Politica

Saltano i finanziamenti per l'agricoltura, Savarino: "Problemi burocratici e politici"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Oggi in III Commissione ARS - Attività Produttive abbiamo affrontato la questione del mancato finanziamento nel PNRR dei progetti irrigui in agricoltura, presentati dalla Regione siciliana.
Nel corso della seduta, a cui ha preso parte l’Assessore regionale all’agricoltura On. Toni Scilla, una delegazione di deputati nazionali, oltre ai dirigenti e tecnici di settore, si è fatta chiarezza sulle motivazioni soggiacenti ai ben 31 progetti dichiarati inammissibili.
Appare evidente che i problemi hanno una duplice natura.
L’una prettamente burocratica, relativa alla paventata assenza di alcuni requisiti tecnici, che invece i progetti siciliani possiedono, verosimilmente imputabile a errori della piattaforma su cui vengono caricati i dati, per cui confidiamo in un reintegro a seguito di più attenta istruttoria. In alcuni la carenza di studi di settore, molto onerosi per i consorzi di bonifica, speriamo possano essere integrati una volta riconosciuto il finanziamento.
L’altra di natura politica, che richiede una interlocuzione serena con il Ministro Patuanelli, è connessa ad alcuni parametri e relativi punteggi assegnati, che rischiano di penalizzare le aree in via di desertificazione, come la Sicilia, a favore di aree che subiscono il fenomeno solo della siccità estiva.
Un danno incalcolabile per tanti territori, penso, tra gli altri, al presentato progetto di canalizzazione che interessa il territorio compreso tra la diga Gibbesi e la Piana Licata, per noi prioritario tanto quanto gli altri presentati sulla provincia di Agrigento, 6 in tutto, da Ribera a Licata.
Dalle parole del Ministro abbiamo appreso, poi, che alcuni progetti sono stati dichiarati non idonei perché già oggetto di altro finanziamento. Mi chiedo, allora, come mai ciò è stato possibile nei trasporti per i progetti RFI già finanziati e poi inseriti nel PNRR. Ci hanno spiegato che si acclarava la tempistica e che le risorse liberate sarebbero rimaste in Sicilia per altri progetti. Come mai in agricoltura la ratio cambia ed è motivo di esclusione?
La mia attenzione è massima affinché questa e altre domande possano trovare una risposta esaustiva a tutela dell’intero comparto agricolo siciliano che da tempo invoca supporto per il potenziamento delle reti irrigue e delle infrastrutture connesse.

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