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Cgil: "Calo demografico pari al periodo bellico, aumentano le esportazioni"

Nel documento redatto dal sindacato si analizza la provincia Agrigentina: "Aumenta la disoccupazione femminile, numeri alti per l'evasione fiscale"

Sono dati dolci-amari quelli riguardanti la situazione socio-economica nel focus stilato dalla Cgil, che analizza lo scenario Agrigentino. A livello demografico infatti si registra un calo pari soltanto ai periodi bellici, mentre aumenta la popolazione straniera. Per quanto riguarda il mondo del lavoro, diminuisce la disoccupazione, ma aumenta quella femminile, mentre alcune aziende come quelle manifatturiere sono in calo. Dati positivi per quanto riguarda le esportazioni, soprattutto nel campo degli alimenti e delle bevande. 

Calo demografico: "fenomeni pari ai periodi bellici"

“La provincia Agrigentina registra un calo demografico dagli anni 1991 al 2016 con una diminuzione di 34.034 abitanti. Analizzando i tassi medi annui degli indicatori demografici riferiti a 1.000 abitanti possiamo notare come la decrescita sia dovuta al calo del tasso di natalità di 6 punti e dall’aumento di 1,4 punti del tasso di mortalità e quindi una diminuzione del tasso naturale, che è il rapporto tra la differenza tra il numero dei nati e il numero dei morti e la popolazione residente media, segnando addirittura un valore negativo (-2.2) medio annuo nell'ultimo quinquennio: ovvero per l’intero periodo il numero dei morti è risultato superiore al numero dei nati vivi, fenomeno rilevabile soltanto durante i periodi bellici.

La popolazione straniera

“Per quanto concerne la popolazione straniera residente nella provincia di Agrigento – si legge nel focus - si evidenzia che al primo gennaio 2017, i residenti stranieri erano 14.790, 8.046 maschi e 6.744 femmine. L’età media era di 31,4 anni, il tasso di natalità del 14,3 per mille ed un tasso di dipendenza anziani del 3,2”.

Lavoro e aumento della disoccupazione femminile

“Riguardo al mercato del lavoro si segnala una partecipazione (tasso di attività) nella provincia di Agrigento che oscilla mediamente intorno al 51%, con circa 14 punti in meno rispetto al dato nazionale, e con una significativa differenza tra uomini e donne con circa 40 punti percentuali di differenza- attesta ancora il documento redatto dalla Cgil - Il tasso di occupazione sempre nel periodo tra 2008-2016 decresce da 42,4% a 39,1% mentre il tasso di disoccupazione aumenta da 16,7% a 24,3%. Relativamente al tasso di disoccupazione femminile si registra dal 2008-2016 un aumento di 4,4 punti (passando dal 18% al 22,4%); in Italia il tasso di disoccupazione nel 2016 si attesta all’11,7%, circa la metà del valore di quello delle donne agrigentine. Il settore di attività in cui riscontriamo più occupati è il settore dei servizi con una percentuale che oscilla tra il 47-48% degli occupati totali tra gli anni 2008 e 2016 con poco più di 84 mila posti di lavoro. Osservando le variazioni assolute 2008-2016 la provincia agrigentina perde 2.355 unità lavorative”. In particolare modo per le imprese manifatturiere attive iscritte si evidenzia una perdita di 173 imprese tra il 2009 e il 2016, al cui interno gli unici settori incontrotendenza sono gli alimentari (+10,1%) e la manutenzioni e istallazioni dimacchine (+96,6%).

Numeri in crescita per l’esportazione

"Andamenti positivi si hanno nel commercio con l’estero infatti nel 2008 il saldo (esportazioni-importazioni) risultava negativo con -37 milioni invece nel 2016 si registra un saldo positivo di 6.4 milioni. Relativamente alla componente non oil si registra un andamento positivo passando il saldo da -41 milioni a +9 milioni. Da segnalare anche un miglioramento per le esportazioni nel settore manifatturiero con oltre 42,5 milioni di euro in più rispetto al 2008. Ad avere una certa rilevanza per la crescita, in particolare, sono i prodotti alimentari, bevande e tabacco (quasi 63,4 milioni di euro nel 2016) e gli articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (oltre 12 milioni di euro)".

Evasione fiscale: 238 milioni di Irpef evasa

"Per quanto concerne la stima dell’evasione fiscale nella provincia si evidenzia un reddito complessivo dichiarato dagli agrigentini pari a poco più di 3,5 miliardi, per una imposta netta dovuta di oltre 513 milioni di euro - conclude il documento - Il rapporto tra i consumi stimati dall’Istat e il reddito complessivo dichiarato si attesta a 146,5; ciò, sta a significare che per ogni 100 euro di reddito dichiarato i consumi sono stati di 146,5 euro. Tali consumi avrebbero prodotto un’imposta di oltre 752 milioni con una differenza superiore a 238 milioni di potenziale irpef evasa".

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