Cronaca

Usura, ristoratrice in aula accusa gli imputati: "La mia vita distrutta dalle banche"

L'imprenditrice è stata ascoltata al processo a carico di due funzionari che le avrebbero gestito dei rapporti finanziari con tassi di interesse anche del 25 per cento. La rabbia della donna: "Costretta alla miseria, contro di me un'associazione a delinquere"

Il tribunale di Agrigento

“La mia vita è stata distrutta dalle banche, contro di me c’era una vera e propria associazione a delinquere che mi ha vessata per anni. C’era persino chi accedeva ai miei conti e trasferiva denaro senza dirmelo".

Una ristoratrice di Casteltermini, interrogata per ore in aula, accusa i due funzionari della banca che al termine di un lungo iter giudiziario sono stati rinviati a giudizio per l’accusa di usura. Si tratta di Luigi Carbone, resposabile dell’ufficio recupero crediti della Banca, e di Vincenzo Martorana, all’epoca dei fatti vice direttore della filiale di Casteltermini dello stesso istituto.

I due imputati avrebbero praticato il venticinque per cento di interessi sulle due linee di credito che l’imprenditrice aveva aperto per far fronte alle spese della sua attività. “Mi hanno ridotto alla fame – ha detto la donna quasi in lacrime – e sono stata costretta a chiedere l’elemosina per vivere”. Il processo, in corso davanti ai giudici della seconda sezione penale, riprende l’8 maggio.

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