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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca Lampedusa e Linosa

"Tuzzolino? Portava i caffè alle riunioni", manager Politecnica attacca il pentito

L'ingegnere Giovanni Romiti, accusato dall'architetto e collaboratore di giustizia, ascoltato in aula al processo alla "cricca" di Lampedusa

L’ingegnere Giovanni Romiti sorride quando gli viene chiesto se aveva ricevuto pressioni dal sindaco di Lampedusa Bernardino De Rubeis nella trattazione delle richieste di concessioni edilizie e smentisce seccamente: “Non avrei consentito a nessuno di infangare la reputazione della Politecnica, abbiamo sempre ricevuto pressioni ma sono la persona che ha fatto più condoni in Italia e non ho mai ceduto a nulla”.

Poi ridicolizza l’architetto-pentito Giuseppe Tuzzolino che, prima di venire sconfessato e arrestato per calunnia, aveva fatto irruzione al processo alla cosiddetta cricca di Lampedusa, rivelando presunti intrecci affaristici e massonici fra gli imputati che avrebbero potuto confermare la principale imputazione contestata dal pubblico ministero Salvatore Vella: l’associazione a delinquere. Romiti, responsabile della società che si occupò di evadere le richieste di concessione edilizia sulla base di un accordo col Comune di Lampedusa e che strinse accordi con l’impresa del suocero di Tuzzolino (l’architetto di Grotte Calogero Baldo, indicato come vittima di calunnia nell’indagine che ha fatto finire in carcere il pentito), definisce Tuzzolino “il ragazzo che portava il caffè durante le riunioni” e giustifica l’incarico di coordinamento dello sportello di Siracusa con poche parole: “Doveva solo fare delle fotocopie e mettere un timbro”.

Per tutta la mattinata di ieri, davanti ai giudici della seconda sezione penale presieduta da Giuseppe Miceli, sono stati ascoltati alcuni testi degli avvocati Silvio Miceli ed Enzo Caponnetto, difensori dell’ex sindaco Bernardino De Rubeis che, fino al 2012, quando perse le elezioni a vantaggio di Giusi Nicolini, avrebbe – secondo la Procura – promosso e diretto un’associazione a delinquere che gestiva appalti pubblici illegali in cambio di tangenti e avrebbe favorito la realizzazione di consistenti speculazioni edilizie illegali.

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