Cronaca

Hanno atteso 14 anni per una sentenza: famiglia ottiene risarcimento

A monte di tutto la concessione edilizia per una struttura in contrada Carbonaro: condannata anche la Soprintendenza

(foto ARCHIVIO)

Non solo non dovranno abbattere una parte di una loro proprietà, ma verranno anche risarciti per l'eccessiva durata del processo a cui erano stati sottoposti.

La vicenda riguarda gli eredi di un immobile in contrada Carbonaro ad Agrigento che, nel lontano 2004, avevano impugnato, con il patrocinio dell’avvocato Girolamo Rubino, il nulla osta rilasciato dalla Soprintendenza per la concessione edilizia che, a 18 anni dalla presentazione dell’istanza, veniva condizionato alla demolizione degli ultimi due piani del fabbricato.

Il giudizio si concluderà favorevolmente al privato solamente nel 2020, dopo ben 14 anni, con il Cga che ha ritenuto applicabile il principio del silenzio assenso, dato che il parere dell'ente era arrivato ben oltre il termine perentorio dei 90 giorni.

I titolari dell'immobile, tuttavia, vista l’irragionevole durata del processo, hanno deciso di promuovere un nuovo giudizio con il patrocinio degli avvocati Rubino, Carmelinda Gattuso e Vincenzo Airò,  per ottenere l'indennizzo previsto dalla cosiddetta  "Legge Pinto".

La Corte di Appello di Palermo, condividendo le censure sollevate dai legali, ha accolto la domanda di "equa riparazione", destinando un ristoro economico.

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