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Da sinistra: Salvatore Marranca, Dario Lo Bosco e Giuseppe Quattrocchi

Da sinistra: Salvatore Marranca, Dario Lo Bosco e Giuseppe Quattrocchi

"Campione pagò loro tangenti", arrestati Lo Bosco e due funzionari della Forestale

Le accuse sono di concussione e induzione indebita a dare o promettere utilità. Decisiva la collaborazione di Massimo Campione: avrebbe pagato tangenti per l'appalto delle torrette antincendio e per l'acquisto di particolari sensori da parte di RFI. Personalità di spicco tra gli indagati

Per gli investigatori avrebbero chiesto ed ottenuto tangenti da parte dell’imprenditore agrigentino Massimo Campione «per evitare 'intoppi' allo svolgimento dei lavori relativi ad un appalto di 26 milioni di euro bandito dal Corpo Forestale della Regione Sicilia» e per "facilitare" «l'acquisto di particolari e moderni sensori per i treni».

La Squadra mobile di Palermo ha eseguito all’alba di oggi un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Dario Lo Bosco, presidente di Rete ferroviaria italiana (Rfi), originario di Raffadali, e due dirigenti del Corpo forestale della Regione: Salvatore Marranca (responsabile del Servizio tecnico), originario di San Giovanni Gemini, e Giuseppe Quattrocchi (a capo del Servizio speciale per la conservazione del suolo e dell'ambiente natutale). Tutti agli arresti domiciliari, come deciso dal gip del Tribunale di Palermo che ha emesso l’ordinanza su richiesta della Procura di Palermo. 

I reati contestati sono, a vario titolo, quelli di concussione e induzione indebita a dare o promettere utilità. I funzionari del Corpo forestale della Regione Sicilia avrebbero rispettivamente ricevuto tangenti per 149.500 e 90.000 euro. Dario Lo Bosco, che è anche presidente dell'Azienda siciliana trasporti (Ast) ed ex commissario straordinario (fino al gennaio scorso) della Camera di commercio di Catania, avrebbe invece percepito tangenti pari a 58.650 euro.

Al centro dell'indagine, com’è noto, ci sono le mazzette che sarebbero state pagate dall’imprenditore agrigentino Massimo Campione (fratello di Marco, presidente di Girgenti acque). Campione era stato fermato il 3 settembre scorso dalla polizia all'aeroporto “Falcone e Borsellino” di Palermo ed era stato trovato in possesso di una lista con una serie di nomi, cifre e date: erano i riferimenti alle tangenti pagate.

CAMPIONE: "SONO CUNSUMATO". "Sono 'cunsumato' " diceva l'imprenditore agrigentino Massimo Campione sulla sua auto, non sapendo delle microspie piazzate dalla Squadra Mobile, commentando il controllo della polizia in aeroporto che ha consentito di rinvenire la "black list" con la lista delle tangenti pagate. 

GLI ALTRI INDAGATI: C'E' UN'AGRIGENTINA. Gli indagati - oltre a Campione - sono Pietro Tolomeo, ex dirigente generale della forestale, Giovanni Tesoriere, preside di ingegneria alla Kore di Enna, Libero Cannarozzi, ingegnere alla forestale, e l'agrigentina Maria Grazia Butticè, che per conto dell'imprenditore Campione avrebbe distribuito le mazzette ai funzionari pubblici.

L'ACQUISTO DEI "SENSORI" CHE INCASTRA DARIO LO BOSCO. L'accusa nei confronti di Dario Lo Bosco è legata ad un altro contesto, diverso da quello che ha riguardato i due funzionari del Corpo forestale della Regione Sicilia e l'appalto per la videosorveglianza e le torrette antincendio. I magistrati della Procura di Palermo pensano che Lo Bosco si sia fatto consegnare da Massimo Campione tangenti per un totale di 58.650 euro. La vicenda ruotava attorno alla realizzazione di un sensore meccanico/elettronico da installarsi sui mezzi ferroviari italiani che la Rfi voleva acquistare. Lo Bosco, presidente della Rete ferroviaria italiana, si sarebbe dichiarato "interessato" nei confronti di Campione all'acquisto del sensore, induncendo così l'imprenditore agrigentino a versare la presunta tangente (consegnata in più volte). Le indagini, svolte anche con attività di intercettazioni telefoniche ed ambientali, ha permesso agli inquirenti di entrare in possesso del libro mastro delle tangenti di Massimo Campione: l'imprenditore, infatti, indicava meticolosamente tutte le consegne di denaro o di regali.

L'APPALTO DA 26 MILIONI DI EURO CHE INCASTRA I FUNZIONARI DELLA FORESTALE. Gli investigatori avevano immediatamente notato lo strano e particolare rapporto di intimità tra Massimo Campione e i due funzionari della Forestale. Gli stessi che si occupavano di quell'appalto da 26 milioni di euro la cui gara d'appalto - indetta dal Corpo forestale della Regione - parlava di "ammodernamento tecnologico" e "installazione di una dorsale digitale pluricanale", nonché di un "sistema di videosorveglianza di nuova generazione a tutela del patrimonio boschivo". Quattrocchi era il presidente della Commissione di gara dei lavori e successivamente direttore dell'esecuzione del contratto; Marranca, invece, responsabile unico del procedimento della gara d'appalto. E così, nel 2012, Massimo Campione si aggiudicò quella gara d'appalto (e i lavori sono tutt'ora in corso). Ma dalle indagini è emerso che i due funzionari si sarebbero resi disponibili per "sbloccare" situazioni di stallo nell'esecuzione dei lavori da parte della "Sistet", ditta di cui è amministratore Campione che si era aggiudicato l'appalto. Secondo quanto emerso dall'inchiesta della Squadra mobile di Palermo, inoltre, Quattrocchi - funzionario del Corpo forestale della Regione Sicilia - avrebbe ricevuto diversi "regali". Tra questi due apparati di climatizzazione e 12 radiatori 'spot', per un valore di circa 5mila euro. L'altro funzionario, Marranca, avrebbe invece ricevuto due assunzioni: per la compagna in una nota ditta di trasporti ed autoservizi siciliana e per la figlia in una ditta di impiantistica di Roma.

PERQUISIZIONI E SEQUESTRI IN TUTTA ITALIA. Intanto sono in corso numerose perquisizioni e sequestri negli uffici del Comando del Corpo forestale della Regione Siciliana, nella sede palermitana dell’Azienda siciliana trasporti (di cui Lo Bosco è presidente), e nella sede di Rete ferroviaria italiana a Roma. 

CROCETTA: "AZZERARE CDA AST E VIA LO BOSCO". Via Dario Lo Bosco dall'Azienda siciliana trasporti (Ast). Il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, dopo aver appreso degli arresti per tangenti, ha dato mandato alla Regione - in qualità di socio - di chiedere la convocazione dell'assemblea di Ast. Il Governo regionale vuol azzerare l'intero Cda.

PERSONALITA' DI SPICCO TRA GLI INDAGATI. Gli indagati di questa inchiesta non sono solo le tre persone oggi arrestate, ma molti di più. Alcuni di questi indagati, coinvolti nell’inchiesta per tangenti, ricoprono importanti cariche pubbliche. Una cosa sembra certa: non si tratta di un’attività di inchiesta che punta solo l’appalto della realizzazione delle torrette antincendio. Già, dopo le prima indiscrezioni, salta fuori - ad esempio - una tangente per l’acquisto dei sensori per seguire la corsa dei treni. "Non è un'indagine lampo. Abbiamo iniziato circa tre mesi fa. E andiamo avanti..." ha detto il capo della Squadra mobile di Palermo, Rodolfo Ruperti, commentando gli esiti dell'operazione denominata "Black list". Insomma, sembra solo l’inizio. 

PETRALIA: «QUESTA SOLO LA PUNTA DI UN ICEBERG». "Abbiamo trovato un libro mastro - ha spiegato il procuratore aggiunto Dino Petralia - che era una vera e propria contabilità commerciale molto dettagliata, con stringhe, sommatorie, riporti e cifre. L'imprenditore teneva questo resoconto per varie ragioni: un po' per memoria, un po' per pressione, un po' per esigenze di contabilità parallela, e il libro mastro, termine un po' abusato, ci ha consentito di snidare tangenti per personaggi pubblici. Moltissimi indagati? Non confermo, diciamo che ce ne sono altri. Stiamo approdando - ha continuato Petralia - a contesti ampi sui quali investigheremo. Non so se si puo' parlare della punta di un iceberg. La corruzione, per definizione, non è mai singola e specifica. Ma ci stiamo sempre più convincendo che la corruzione sia un fenomeno molto, ma molto piu' ampio di quello che si puo' immaginare. Non una grande associazione ma un grande fenomeno".

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