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Un passato furto di cavi di rame (foto ARCHIVIO)

Un passato furto di cavi di rame (foto ARCHIVIO)

"Cacciatori" di cavi di rame speronano l'auto dei carabinieri e scappano: recuperati 1.500 chili di fili

I malviventi sono riusciti a scappare a piedi, facendo perdere le loro tracce in aperta campagna. Decine e decine di abitazioni sono rimaste al buio

Hanno rubato ben 1.500 chili di cavi di rame della linea elettrica. Nell'allontanarsi da Torre Salsa - dove decine e decine di abitazioni sono, di fatto, rimaste al buio - hanno avuto la sfortuna di essere intercettati da una pattuglia dei carabinieri. Militari dell'Arma che, durante la notte fra giovedì e ieri, stavano facendo un pattugliamento e servizio di controllo del territorio. I carabinieri della stazione di Siculiana, notando il fuoristrada carico di cavi di rame, si sono subito messi alle costole dei malviventi.

C'è stato un vero e proprio inseguimento e ad un certo punto la "pantera" dei carabinieri è stata anche violentemente speronata dal fuoristrada, con a bordo due o tre persone. I "cacciatori" di "oro rosso" speronando la pattuglia dell'Arma sono riusciti a "guadagnare" terreno e dunque, ad un certo punto, hanno abbandonato sul ciglio della strada il fuoristrada carico zeppo di fili elettrici e sono scappati, a gambe levate, lungo le circostanti campagne. I carabinieri - per fortuna rimasti miracolosamente illesi - ci hanno provato ad acciuffarli, ma i malviventi avevano troppo vantaggio. Il fuoristrada è stato, naturalmente, subito posto sotto sequestro ed è risultato essere stato rubato, un paio di settimane fa, nella zona montana dell'Agrigentino.

I carabinieri hanno, già nottetempo, accertato il punto esatto di Torre Salsa dove è avvenuta la razzia di circa 70 o 80 balle di fili elettrici. I malviventi, senza essere visti, né sentiti da nessuno, sono riusciti a razziare, infatti, una vastissima porzione di rete elettrica. Pare che già la sera di mercoledì, i "cacciatori" di "oro rosso" fossero stati sul posto: è risultato essere stato portato a segno, infatti, un furto di poche centinaia di metri di cavi di rame. Probabilmente un modo per testare la zona.

Ed essendo riusciti nel primo colpo, ritenendo sicura l'area, sono tornati. Ma questa volta, appunto, gli è andata male. 

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