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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Coronavirus / Quadrivio Spinasanta

Scritte "no vax" davanti ad una scuola: i carabinieri avviano indagini sull'ennesima protesta

Pochi – anzi praticamente nulli – i dubbi sul fatto che la “mano” sia sempre la medesima

Ormai s’è perso il conto. Dovrebbe essere la terza volta, nel giro di neanche due mesi, che i “no vax” tornano ad imbrattare l’esterno dell’istituto scolastico “Anna Frank” del Quadrivio Spinasanta. Nei giorni scorsi, sono comparse infatti nuove, ma sempre dello stesso tenore, scritte: “I vax uccidono”. Ad indagare su questo ennesimo episodio sono i carabinieri di Agrigento. I militari dell’Arma si sono occupati infatti del sopralluogo di rito e poi, dopo la constatazione del danneggiamento, hanno avviato l’attività investigativa. Pochi – anzi praticamente nulli – i dubbi sul fatto che la “mano” sia sempre la medesima.

Ad Agrigento, da più mesi: da dicembre per la precisione, ormai si ripetono – sistematicamente – questo genere di episodi. I graffitati – bombolette spray di colore rosso alla mano –  “incidono” messaggi di contestazione contro i vaccini antiCovid. Scritte e simboli utilizzati sono sempre, o quasi sempre, gli stessi: "No al razzismo sanitario", "Il vax uccide", "Salvate i bambini". E’ accaduto proprio all’esterno della scuola  “Anna Frank”, ma anche al plesso “Carpi”. Già in passato, l’autore del messaggio di contestazione contro i vaccini antiCoronavirus – comparso proprio davanti la scuola “Anna Frank” – aveva invitato infatti, esplicitamente, ad “entrare su Telegram”. Il sistema di propaganda "no vax" - composto da persone che rilanciano teorie cospirazioniste contro i vaccini - si poggia, secondo quanto era stato fatto emergere da un'inchiesta della Procura di Milano, su gruppi Telegram, con decine di migliaia di follower. I "guerrieri", lungo lo Stivale, hanno un po' tutti gli stessi nomi, gli stessi simboli e usano gli stessi concetti. Ad Agrigento, scritte e simboli del genere sono comparsi in via Quartararo, Fontanelle, al Quadrivio Spinasanta appunto e all’inizio dell’anno anche su piazzale Giglia. Le indagini di carabinieri e polizia, fino ad ora, non hanno portato, purtroppo, all’identificazione di chi imbratta e crea danni. 

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