Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca

"Litiga con la nuora e la scaraventa giù dalle scale", chiesta condanna a 2 anni e 8 mesi

L'aggressione sarebbe maturata nel contesto di alcuni contrasti familiari. La difesa replica: "Ricostruzione dei fatti contraddittoria"

(foto archivio)

Due anni e otto mesi di reclusione per l’accusa di avere scaraventato l’ex fidanzata del figlio, con la quale i rapporti erano diventati da tempo burrascosi, giù dalle scale, provocandole gravi traumi e la frattura del piede.

Sono stati chiesti dal pubblico ministero Alfonsa Fiore nei confronti del cinquantacinquenne Calogero Volpe, finito a processo con l'accusa di lesioni. Dopo l'arringa del suo difensore, l'avvocato Salvatore Pennica, che ha illustrato le sue conclusioni per oltre quattro ore, il giudice Alessandro Quattrocchi ha rinviato il processo al 9 settembre per le repliche e la sentenza. 

La vicenda si inquadra in un contesto di rapporti turbolenti fra i nuclei familiari. All'origine dell’aggressione di cui sarebbe rimasta vittima la ragazza, da parte del padre dell’ex fidanzato, ci sarebbero i dissapori maturati dopo l’epilogo della relazione che prestò si allargarono ai rispettivi familiari.

Contrasti accesi che, nel 2017, sarebbero sfociati in un episodio drammatico che avrebbe anche potuto avere conseguenze peggiori. La ragazza, secondo la ricostruzione dell’episodio, avrebbe cercato di entrare nell'abitazione dell’ex fidanzato incontrando le resistenze di Volpe che, per impedire che vedesse suo figlio, l’avrebbe spintonata facendola cadere dalle scale e provocandole una frattura.

A presentare una querela, nei primi giorni di gennaio di quattro anni fa, fu la stessa ragazza che raccontò di essere stata deliberatamente buttata giù dalle scale dopo essere andata a casa del fidanzato e dei suoi genitori per tentare di chiarire un precedente litigio avvenuto qualche giorno prima a pranzo.

"Mi ha dato uno spintone - ha raccontato la donna in aula - e non so nemmeno come ho fatto a restare in piedi. Non contento di quello che aveva fatto, ha sceso alcuni scalini e mi ha spinta di nuovo. Questa volta mi ha scaraventato giù dalle scale e sono andata a battere col viso contro la finestra". 

Ricostruzione dei fatti che la difesa dell'imputato ha definito "contraddittoria e illogica". 

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