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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Cronaca

Scandalo assunzioni all’Ast, l’agrigentino Giovanni Amico al posto del direttore generale finito ai domiciliari

E’ stato nominato come “facente funzioni”, ma anche lui figura tra i 16 indagati dell’inchiesta denominata “Gomme lisce" e condotta dalla Guardia di finanza di Palermo. E’ stato anche assessore al bilancio nella giunta Firetto

L'agrigentino Giovanni Amico, 51 anni, è il nuovo direttore "facente funzioni" dell'Ast di Palermo. Prende il posto di Ugo Fiduccia, sospeso dall'incarico (ma deve comunque godere di circa 150 giorni di ferie) dopo essere finito agli arresti domiciliari nell'inchiesta "Gomme lisce" condotta dalla Guardia di finanza di Palermo sulle presunte irregolarità nelle assunzioni del personale. Amico, tra l'altro - come si legge oggi sul quotidiano La Sicilia - aveva ricoperto ruoli analoghi per supplire alla temporanea mancanza di soggetti al vertice della società che gestisce gli autotrasporti pubblici nel capoluogo siciliano.

Inoltre è stato anche amministratore unico di Ast Aeroservizi, la società che gestisce l’aeroporto di Lampedusa, e vicepresidente di Interporti Siciliani. Ha pure dei trascorsi in politica: è stato infatti assessore al bilancio nella giunta Firetto come "tecnico in quota Alfano" di cui è amico d'infanzia. 

Anche Amico, però, figura tra gli indagati dell'inchiesta "Gomme lisce" pur non essendo tra i soggetti ai quali sono state applicate misure interdittive dal gip di Palermo. E' accusato di turbata libertà degli incanti, falso ideologico e materiale sulla scelta del revisore contabile del bilancio dell'Ast. In questo filone Amico è indagato come presidente della commissione di gara. Secondo le accuse "mediante collusioni tra di loro ed altri mezzi fraudolenti", gli indagati "turbavano la procedura di gara" (poi annullata) per «"vitarne l’aggiudicazione alla Kpmg" e affidare l’incarico di revisore al messinese Felice Genovese, anche lui fra gli indagati. Amico, per il gip, è fra "i principali ideatori dell’operazione illecita" insieme a Fiduccia e Gaetano Tafuri (l'altro presidente che faceva la "staffetta" con Fiduccia).

Amico, inoltre, non risponde delle ipotesi sui falsi nel biancio, nonostante fosse lui, in qualità di dirigente del settore amministrativo, l'incaricato a redigerlo.

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