Dpcm e zona arancione, Tardino: "Sicilia, l’economia si ferma gli sbarchi no"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

"Inaccettabile la scelta del governo nazionale di relegare la Sicilia a "zona arancione", a fronte delle decisioni assunte per altre regioni, in cui la situazione appare ben più grave".

"L’ipocrisia di questo governo sta nel far credere che le limitazioni previste per la Sicilia siano a tutela del diritto alla salute dei siciliani che tuttavia, come viene ogni giorno dimostrato, è secondario rispetto al presunto diritto dei clandestini di continuare ad invadere la nostra terra". 

"Alla salute dei siciliani non ci si bada da decenni, da quando scientemente si è utilizzato il sistema sanitario come bancomat elettorale, creando un gap strutturale non recuperabile in pochi mesi. Credo si tratti di una decisione immotivata e iniqua, che colpisce in misura forte la nostra regione, le sue aziende e i tutti i cittadini, contro cui tutta la classe politica siciliana deve fare fronte comune".

"I veri responsabili di questa situazione si trovano a Roma, pertanto ritengo che il Governo Conte debba modificare il provvedimento, e spiegarci perché, se i siciliani non possono muoversi, continua a consentire a centinaia di immigrati clandestini di sbarcare ogni giorno. Tutto ciò è inaccettabile". 

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