"Percepì indebitamente la pensione", per il giudice "il fatto non sussiste"

Assolta con formula ampiamente liberatoria la riberese Marisa Avila di 78 anni

(foto ARCHIVIO

Il fatto non sussiste. E' con questa formula - ampiamente liberatoria - che è stata assolta la riberese Marisa Avila, 78 anni, accusata di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato. Lo riporta oggi il Giornale di Sicilia. La donna era accusata di avere percepito indebitamente dall'Inps 22.541 euro. La vicenda è compresa tra quelle che hanno portato, negli anni scorsi, ad una serie di accertamenti da parte della Guardia di finanza con numerose persone finite a giudizio perché pur risiedendo all'estero continuavano a percepire prestazione economica di natura assistenziale dall'Italia.

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I giudici del tribunale di Sciacca hanno accolto la tesi difensiva portata avanti dall'avvocato Antonino Oliveri. Secondo quanto evidenziato dal legale nella discussione non c'era alcuna certezza che la firma sui documenti fosse quella della settantanovenne così come che la stessa possa avere percepito quelle somme dall'Inps. La donna era accusata di avere attestato falsamente, nel 2006, di essere definitivamente rientrata in Italia e di risiedere o dimorare stabilmente a Ribera presso l'abitazione della cognata. In questo modo avrebbe percepito indebitamente, per sé o per altri, un assegno di 400 euro al mese concesso ed erogato dall'Inps, così ottenendo una prestazione economica di tipo assistenziale per circa 22.541 euro. Per l'accusa pur avendo dichiarato di avere la stabile e abituale residenza a Ribera, condizione necessaria per ottenere l'assegno, di fatto la donna risiedeva stabilmente in Venezuela. I fatti per i quali si è celebrato il processo abbracciano un periodo compreso tra gennaio 2007 e aprile 2011. Il pubblico ministero, il sostituto procuratore Roberta Griffo, aveva chiesto la condanna dell'imputato a un anno e 6 mesi di reclusione. 

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