"Minaccia fidanzata e si dà pugni per non farsi identificare", 32enne a processo

Gianluca Infantino avrebbe cercato di opporsi ai carabinieri che volevano identificarlo

Gianluca Infantino

Minacce alla fidanzata e ai carabinieri e gesti di autolesionismo per non farsi identificare dai militari. Nuovi guai giudiziari per il trentaduenne Gianluca Infantino che finisce ancora a processo. Il pubblico ministero Elenia Manno e il procuratore aggiunto Salvatore Vella hanno disposto la citazione diretta a giudizio per le accuse di resistenza a pubblico ufficiale, rifiuto di fornire indicazioni sulla propria identità personale e minaccia. La prima udienza è stata fissata per il 3 dicembre davanti al giudice monocratico Enzo Ricotta. Il difensore, l'avvocato Calogero Lo Giudice, potrà scegliere riti alternativi. 

I fatti contestati risalgono al primo settembre dell’anno scorso. Due carabinieri, avvisati dalla fidanzata che denunciava di essere stata minacciata di morte via sms da Infantino, cercano di bloccarlo e identificarlo ma il trentaduenne – sostiene l’accusa – si sarebbe rifiutato e avrebbe reagito in maniera violenta e scomposta. 

I militari, a quel punto, avrebbero deciso di portarlo in caserma per procedere agli accertamenti ma l’uomo si sarebbe rifiutato e avrebbe iniziato a fare opposizione con gesti di autolesionismo. In particolare, secondo quanto ipotizza la Procura, avrebbe iniziato a colpirsi con pugni alla testa.

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