Rimborsopoli, la difesa del sindaco D'Angelo: "Raro esempio di correttezza"

Il legale Giuseppe Scozzari replica al pm che aveva chiesto la condanna a un anno e otto mesi: "Nessuna assunzione fittizia, anche il trasferimento di residenza fu effettivo"

Carmelo D'Angelo

“L’attuale sindaco di Ravanusa Carmelo D’Angelo è stato un raro esempio di correttezza, per un anno ha rinunciato interamente al rimborso chilometrico che gli spettava, inoltre la sua assunzione era reale come ci hanno confermato tutti i testi”. Dopo la requisitoria del pm Emiliana Busto, che aveva chiesto la condanna a un anno e otto mesi di reclusione per le accuse di falso e truffa aggravata, ieri è stato il turno dell’arringa della difesa del sindaco di Ravanusa, finito sotto processo nell’ambito di un’inchiesta che ipotizza la sua assunzione fittizia, alle dipendenze di una società, per farsi rimborsare i permessi politici quando era consigliere provinciale. Contestata anche la dichiarazione, ritenuta falsa, con cui avrebbe attestato il trasferimento di residenza per incassare maggiori rimborsi chilometrici". “L’indagine e i testi sentiti – aveva detto il pm Busto – hanno accertato senza il minimo dubbio che né l’assunzione né il trasferimento di residenza sono stati reali. Tutto è stato finalizzato a raggirare l’ente per ottenere i rimborsi”.

Ieri ha replicato il difensore, l’avvocato Giuseppe Scozzari. “La residenza palermitana era reale, frequentava la facoltà di giurisprudenza e la sua attuale moglie. Inoltre – ha aggiunto il difensore – il padre aveva acquistato una cosa proprio a Palermo”. I fatti contestati risalgono al periodo compreso fra l’aprile del 2011 e il giugno del 2013. D’Angelo, secondo il pm, avrebbe usufruito della legge che prevede, per chi ricopre alcune cariche istituzionali, fra cui quella di consigliere provinciale, la possibilità di assentarsi dal lavoro per svolgere il proprio mandato elettorale ottenendo che sia l’ente a rimborsare gli stipendi. Secondo la Procura la presunta truffa ai danni dell’ex Provincia avrebbe fruttato, in tutto, 123 mila euro.

Chiesta la condanna anche per i responsabili della società D & D Service che si occupa di realizzare impianti fotovoltaici, accusati di avere simulato l’assunzione di D’Angelo con le mansioni di addetto al marketing. Si tratta di Graziella Naro, 30 anni, di Campobello, legale rappresentante della società; e Pietro La Mattina, 47 anni, socio della stessa attività, anch'egli di Campobello. La pena proposta, nei loro confronti, è di un anno e quattro mesi. Un’altra contestazione riguarda il trasferimento della residenza a Palermo, ritenuto dalla Procura fittizio, nel periodo compreso fra il settembre del 2010 il luglio del 2013. In questo modo D'Angelo avrebbe incassato indebitamente circa 27 mila euro. “D’Angelo – ha aggiunto l’avvocato Giuseppe Scozzari – è un raro esempio di correttezza politica, per tutto il 2010 ha rinunciato a percepire il rimborso chilometrico che gli spettava”. Il gup Alfonso Malato emetterà la sentenza il 23 luglio.

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