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"Ha rapinato una prostituta con un coltello", ingegnere 42enne torna libero

Revocata, dopo un anno e mezzo dalla presunta aggressione, la residua misura. Secondo il gip "non ci sono più esigenze cautelari"

"Non ci sono più esigenze cautelari per via del decorso del tempo, dell'acquisizione della prova attraverso l'incidente probatorio e della circostanza che la vittima non risiede più in Italia": il gip Stefano Zammuto, con queste motivazioni, revoca la residua misura cautelare all'ingegnere quarantaduenne Massimiliano Piraneo, arrestato il 17 luglio dell'anno scorso, con l'accusa di avere rapinato una prostituta e rimasto a lungo ai domiciliari.

Il giudice, al quale si è rivolto il difensore del professionista, l'avvocato Salvatore Pennica, ha revocato - con il parere contrario del pubblico ministero Alessandra Russo - la misura cautelare dell'obbligo di firma.

"Mi ha telefonato per prendere un appuntamento, abbiamo consumato il rapporto e prima di andare via ha tirato fuori il coltello puntandomelo al petto e dicendo che gli avrei dovuto dare tutti i soldi". La prostituta dominicana di 27 anni, difesa dall'avvocato Gianfranco Pilato, aveva confermato così, in occasione dell'incidente probatorio davanti al gip Luisa Turco, le accuse al professionista che sarebbe poi fuggito, secondo il racconto della donna, dopo avere afferrato una borsa con dei soldi, circa 1.000 euro, conservata in un armadio, che fu poi recuperata poco dopo dai carabinieri.

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