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Cronaca Raffadali

"Ha ucciso il figlio in piazza con 14 colpi di pistola", l'inchiesta approda al riesame

La difesa del poliziotto Gaetano Rampello punta a dimostrare che non c'è stata alcuna premeditazione nell'omicidio del ventiquattrenne Vincenzo Gabriele. Il giovane, prima di venire freddato alle spalle, avrebbe aggredito il padre per l'ennesima volta

L'inchiesta per l'omicidio del ventiquattrenne Vincenzo Gabriele Rampello, assassinato dal padre Gaetano - poliziotto del reparto mobile della Questura di Catania - con 14 colpi della pistola di ordinanza, approda al tribunale della libertà.

Il difensore del cinquantasettenne, l'avvocato Daniela Posante, ha presentato un'istanza di riesame dell'ordinanza cautelare, emessa dal gip Micaela Raimondo, con cui convalidava l'arresto dei carabinieri e applicava il carcere a Rampello che ha ammesso di avere ucciso il figlio, per strada, in piazza Progresso, a Raffadali, dove aveva preso appuntamento per consegnargli 30 euro, venendo aggredito e, di fatto, rapinato degli altri soldi, circa 15 euro, che teneva in tasca.

"Dopo l'ennesima aggressione ho avuto un corto circuito - ha detto Rampello - e gli ho sparato". Il ragazzo, che soffriva di problemi psichici, era stato denunciato più volte dal padre per estorsione e maltrattamenti. La difesa, tuttavia, contesta la premeditazione che il giudice ha riconosciuto per una serie di circostanze.

"Non è credibile - ha scritto il giudice nell'ordinanza - la tesi di un gesto d'impeto e non premeditato. Dal video si vede, infatti, che l'arma è occultata e già scarrellata e pronta per l'uso. E' stata un'azione pervicace, ha colpito la vittima alle spalle e quando era a terra indifesa". Il 21 febbraio è in programma l'udienza al tribunale del riesame. 

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