rotate-mobile
Cronaca

Violenza e ricatti sessuali, il questore Auriemma: "Servirebbe denunciare di più"

Diminuiscono i reati anche in maniera vertiginosa, ma aumentano gli arresti

I reati calano. Diminuiscono, in maniera vertiginosa, nonostante manchino le denunce. "Noi andiamo a cercare. Ma spesso e volentieri vorremmo trovare anche delle porte aperte, invece troviamo porte chiuse" - ha detto, ieri, durante la conferenza stampa di fine anno, il questore di Agrigento Maurizio Auriemma.

Signor questore, ci sono delle fattispecie di reato o delle realtà che la preoccupano in maniera particolare?

"Richiama la mia attenzione ciò che con difficoltà appare. Da luglio, da quando mi sono insediato, ho incontrato quasi tutte le associazioni di categoria e il mondo dei giovani. E a tutti ho detto la stessa cosa: occorre far emergere il sommerso. Stiamo lavorando, ad esempio, su fondi di finanziamento che spesso possono apparire leciti. Non è paura, è una maggiore attenzione per far emergere e capire quali sono i finanziamenti, i settori, i canali dei fondi".

Cosa vuol dire?  

"Non ci sono grossi appalti pubblici, così come c'erano negli anni Sessanta o Settanta. Spesso oggi i canali di finanziamento possono passare attraverso fonti che hanno apparentemente tutto lecito e legale. Faccio un esempio che non c'entra niente, ma che è la chiave di lettura. Non ha senso se come società civile ci mettiamo tutti dalla stessa parte a dire che non ci deve essere l'abusivismo commerciale o il parcheggiatore abusivo. Perché se io pago il parcheggiatore, poi non mi posso lamentare. Ecco, quello che emerge è che c'è una certa difficoltà ad aprirsi. Sono stato da Confindustria e dalle organizzazioni sindacali. Perché tutti siamo dalla stessa parte".

Mancanza di collaborazione su tutti i fronti, mi pare di capire...

"Purtroppo. Nel 2016, a Trento, ho aperto 300 fascicoli in un anno per casi di violenza e maltrattamenti in famiglia e 200 si sono conclusi con le ammonizioni del questore. Ad Agrigento, in tre anni, arriviamo a trenta. E poi parlando con i responsabili dei centri antiviolenza o antistalking ti senti dire che hanno avuto oltre 300 segnalazioni. Ecco il problema. Se poi queste segnalazioni non si tramutano in denuncia, non si può fare niente. Dovremmo aiutare queste persone ad uscire fuori. Lavoriamo per garantire ai giovani un futuro migliore. Che significa condizioni di vivibilità più dignitose: devo poter uscire, la sera, senza alcun timore di incontrare brutta gente, devo poter aprire un'attività commerciale senza che qualcuno mi venga a chiedere un eventuale contributo di carattere economico per aiutare altre persone".

Tecnologia e web stanno mettendo in pericolo molti giovani. Si registrano casi di bullismo ma anche di ricatti sessuali ...    

"Siamo andati nelle scuole con la polizia Postale, con l'Anticrimine, per parlare ai ragazzi dei pericoli della tecnologia, dei social network. Il problema dei Whatsapp, delle reti, dei social non è facile. E lo dico da genitore. Stare dietro alle centinaia di attività fantastiche dei ragazzi non è facile. Possiamo soltanto fare in modo di dare degli strumenti, delle informazioni, delle indicazioni. Continueremo a farlo e speriamo che, anche da parte delle scuole, vi sia una presa di coscienza perché spesso si rifugge dal problema".

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Violenza e ricatti sessuali, il questore Auriemma: "Servirebbe denunciare di più"

AgrigentoNotizie è in caricamento