"Pennelli a mare inquinavano", l'udienza preliminare non decolla

Un altro rinvio, per l'assenza del giudice, dopo lo sciopero degli avvocati e alcuni passaggi preliminari

I pennelli a mare

Prima lo sciopero degli avvocati penalisti, poi una serie di eccezioni preliminari dei difensori e, infine, un corso di aggiornamento per magistrati: non decolla l’udienza preliminare del processo a carico, fra gli altri, dei vertici di Girgenti Acque e dell’Ato idrico, accusati di avere consentito l’utilizzo di pennelli a mare inquinanti.

Ieri mattina, dopo che in precedenza il giudice Alessandra Vella aveva rigettato la richiesta di uno dei difensori, – in particolare l’avvocato Lillo Fiorello, legale del presidente di Girgenti Acque Marco Campione – dichiarando utilizzabili tutti gli atti, il procedimento doveva entrare nel vivo con la scelta del rito da parte degli imputati.

L’assenza, per motivi di servizio, dello stesso giudice, ha costretto a un ulteriore rinvio dell’udienza preliminare. Si torna in aula il 9 febbraio. La Procura ipotizza una serie di gravi irregolarità nella gestione del servizio di depurazione attraverso i cosiddetti “pennelli a mare” che avrebbero smaltito in maniera non corretta i reflui che sarebbero arrivati direttamente a mare senza la depurazione perché le condotte si rompevano con troppa frequenza e le centraline di sollevamento andavano in tilt. I dati di laboratorio, sostiene ancora l’accusa, erano sempre rassicuranti perché sarebbero stati falsificati. Nel luglio del 2013 scattò il sequestro preventivo delle due condotte sottomarine.

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Sette gli imputati. I reati ipotizzati sono il danneggiamento, il getto pericoloso di materiali inquinanti, l’abuso d'ufficio, la truffa, la frode in pubbliche forniture e il falso. Gli imputati sono: Marco Campione, 55 anni, di Agrigento, legale rappresentante di Girgenti Acque Spa; Giuseppe Giuffrida, 69 anni, di Gravina di Catania, ex amministratore delegato del gestore del servizio idrico integrato; Calogero Sala, 56 anni, direttore tecnico della Girgenti Acque, e Bernardo Barone, 64 anni, direttore generale dell'Ato idrico, entrambi di Agrigento. Nella lista pure Pietro Hamel, 65 anni, di Porto Empedocle, dirigente tecnico dell'Ato idrico; Rita Vetro, 62 anni, titolare del laboratorio di analisi «BioEco analisi» convenzionato con il Servizio sanitario nazionale, e Maurizio Carlino, 56 anni, progettista e direttore dei lavori, entrambi di Favara. L’inchiesta è stata avviata nel 2011, dopo gli innumerevoli esposti di cittadini e associazioni che segnalavano sporcizia e cattivi odori nel mare di San Leone. La Procura contesta omissioni e irregolarità nella gestione del servizio. L’accusa di falso si riferisce, invece, alle analisi di laboratorio che attestavano la qualità dei campioni. 

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