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Pizzaiolo insospettabile preso con 125 grammi di cocaina patteggia: restano i dubbi sui fornitori

Il suo arresto, all'apparenza casuale, al termine di un controllo stradale della sua auto nei pressi di contrada Mosella

Due anni e otto mesi di reclusione per l'accusa di detenzione ai fini di spaccio di droga. Marco Caruana, il pizzaiolo quarantenne arrestato il 5 febbraio dell'anno scorso dopo essere stato sorpreso con 124 grammi di cocaina nascosti in auto, definisce la propria posizione giudiziaria con il patteggiamento, evitando un vero e proprio processo e lasciando inalterati i numerosi interrogativi legati al coinvolgimento di altre persone. L'accordo processuale fra il suo difensore, l'avvocato Salvatore Pennica, e il pubblico ministero Gloria Andreoli è stato ratificato oggi dal giudice dell'udienza preliminare Luisa Turco.

Il suo arresto, all'apparenza casuale, al termine di un controllo stradale della sua auto nei pressi di contrada Mosella, sembra incrociarsi - ma non si sa in che termini e per cosa - con l'arresto del boss Antonio Massimino, sorpreso in contemporanea (e di recente condannato insieme al nipote) con un piccolo arsenale in casa. La circostanza è emersa in un'udienza del processo a carico del capomafia ma il sottufficiale interrogato ha chiesto di trincerarsi dietro il silenzio investigativo. Le due vicende, comunque, vanno in archivio senza che, su questo e altri aspetti, siano stati fatti passi avanti. 

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