Cronaca

"Violò la sorveglianza speciale ma era colpa del nonno", assolto

Pregiudicato giustifica i ritardi nella firma in commissariato con i problemi di salute del familiare che doveva accompagnarlo, per il giudice "il fatto è di particolare tenuità"

"Assoluzione per tenuità del fatto". Il giudice monocratico del tribunale di Agrigento, Giuseppe Miceli, scagiona il ventiseienne Luigi Pulsiano, 24 anni, di Porto Empedocle, rinviato a giudizio con l’accusa di violazione della sorveglianza speciale. A sollecitare questo verdetto, dopo che l'imputato - difeso dall'avvocato Davide Casà - ha dato delle giustificazioni riferendo di intoppi che gli avevano impedito di rispettare con precisione le prescrizioni, era stato lo stesso pubblico ministero. Il giovane, che a discapito dell'età ha alle spalle una lunga serie di traversie giudiziarie, avrebbe violato la misura di prevenzione che i giudici gli avevano applicato ritenendo che fosse socialmente pericoloso.

Pulsiano, il primo maggio del 2018, non avrebbe rispettato alcune prescrizioni che vengono imposte ai sorvegliati speciali che non possono, fra le altre cose, uscire negli orari serali, frequentare pregiudicati e devono restare all'interno del proprio comune di residenza. Pulsiano si sarebbe, invece, presentato in ritardo in commissariato senza fornire alcuna giustificazione, come - invece - ha fatto al processo, spiegando che il nonno, col quale conviveva, aveva dei problemi di salute e non era riuscito ad accompagnarlo in orario. 

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