Cronaca Porto Empedocle

"Organizzò la vendita di una partita di droga dal carcere", scena muta davanti al gip

Il ventottenne James Burgio, secondo quanto emergerebbe dalle intercettazioni, avrebbe trattato la cessione di cinque chili di stupefacenti

Scena muta davanti al gip per il ventottenne James Burgio, arrestato nell'ambito dell'operazione "Mobile phones in cell" che ha portato in carcere altre quattro persone con varie accuse che vanno dalla corruzione alla cessione di sostanze stupefacenti.

Le indagini, condotte dal nucleo investigativo della polizia penitenziaria, insieme al reparto territoriale dell'Ucciardone, avrebbero permesso di accertare che Giuseppe Scafidi - agente di polizia Penitenziaria, sospeso dal servizio e arrestato nel blitz, in forza all'Ucciardone di Palermo - ha accettato somme di denaro per introdurre uno smartphone e due miniphone all'interno del carcere. I tre dispositivi erano destinati al detenuto Fabrizio Tre Re, condannato con sentenza della Corte di appello di Palermo per l'omicidio di Andrea Cusimano, commesso in concorso con Calogero Pietro Lo Presti al mercato del Capo di Palermo nell’agosto del 2017. 

Tre Re è stato compagno di cella al Pagliarelli di Burgio, che ha alle spalle numerose vicende giudiziarie per droga e tentato omicidio: il 4 marzo dell'anno scorso è stato anche arrestato, ed è tuttora sotto processo, nell'operazione antimafia Kerkent. Al ventottenne viene contestato, sulla base di alcune intercettazioni, di avere tentato di organizzare insieme a Tre Re la vendita di una partita di cinque chili di droga. 

Burgio, che ha nominato come difensori gli avvocati Salvatore Pennica e Rosario Fiore, davanti al gip Piergiorgio Morosini si è avvalso della facoltà di non rispondere. 

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