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Giovedì, 20 Giugno 2024
Tribunale / Porto Empedocle

"L'ex compagna si barrica in casa e per ripicca prova a dare fuoco alla porta": condannato 48enne

Tre anni di reclusione per le accuse di stalking, resistenza a pubblico ufficiale e incendio: la donna, di 13 anni più giovane, sarebbe stata minacciata di ritorsioni

Tre anni di reclusione per le accuse di stalking ai danni dell'ex compagna, resistenza a pubblico ufficiale e tentativo di incendio. Sono stati inflitti dal gup Francesco Provenzano, a conclusione del processo con rito abbreviato, nei confronti di F.P., 48 anni, di Porto Empedocle. 

L'uomo era accusato di avere perseguitato l'ex compagna, di 13 anni più giovane, di averla minacciata ripetutamente di morte e di avere commesso rappresaglie di ogni tipo: di fronte al suo rifiuto di aprirgli la porta, in una circostanza, avrebbe persino cosparso di benzina il pianerottolo e sarebbe stato pronto ad appiccare l'incendio con un accendino.

Fu l'intervento dei poliziotti, aggrediti nel tentativo di fermarlo, ad impedirglielo. In seguito a questo episodio, avvenuto il 7 ottobre scorso, il quarantottenne fu arrestato.

L'imputato è stato riconosciuto colpevole di numerosi atti persecutori compiuti ai danni dell'ex compagna che sarebbe stata minacciata in seguito alla sua decisione di interrompere la relazione.

Il pubblico ministero Sara Varazi, a conclusione della requisitoria, aveva chiesto la condanna a 6 anni. Il giudice, pur ritenendolo responsabile di tutte le imputazioni, gli ha inflitto la metà esatta della pena che sarebbe stata di 4 anni e 6 mesi se i difensori - gli avvocati Salvatore Pennica e Salvatore Collura - non avessero chiesto il giudizio abbreviato.

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